Bunker green, bond Maersk da 500 milioni

A.P. Moller – Maersk ha lanciato il suo Green Finance Framework per consentire alla società di emettere una varietà di strumenti di finanziamento sostenibile che possono includere obbligazioni, prestiti, project finance e altri strumenti

La nave Anna Maersk

di Alberto Ghiara

Genova - Il tema delle navi a ridotte emissioni di gas nocivi è quanto mai vivo, a pochi giorni dalla conclusione della conferenza Cop26 sul clima di Glasgow. Mentre viene inaugurata la Yara Birkeland, la prima portacontainer autonoma e elettrica del mondo, la compagnia marittima Maersk emette un bond green da 500 milioni di euro per lo sviluppo di navi alimentate a metanolo.

La prima nave portacontainer elettrica e a navigazione autonoma al mondo, la “Yara Birkeland”, è partita per il suo viaggio inaugurale nel fiordo di Oslo lo scorso 19 novembre. Al termine del suo primo giro è stata accolta all’arrivo sulla banchina dal primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre.

La nave, come ha spiegato il ceo di Yara, Svein Thore Holsether, “ridurrà le emissioni di Co2 di mille tonnellate, equivalenti a 40.000 viaggi con camion diesel all'anno”. Trasporterà fertilizzante minerale fra Porsgrunn e Brevik e comincerà l’attività commerciale nel 2022.

Parallelamente alla costruzione di Yara Birkeland, Yara ha avviato lo sviluppo dell'ammoniaca verde come carburante a emissioni zero per la navigazione, attraverso la nuova società Yara Clean Ammonia.

“L'energia rinnovabile è stata il nostro punto di partenza nel 1905. Ora, l'ammoniaca può riportarci alle nostre radici. La nostra vasta rete di trasporti marittimi e l'infrastruttura di cui disponiamo dimostrano che l'ammoniaca ha il potenziale per diventare il carburante principale per le spedizioni a lunga distanza a livello globale", ha affermato Magnus Krogh Ankarstrand, ceo di Yara Clean Ammonia.

Essendo il più grande produttore mondiale di fertilizzanti, Yara fa affidamento sull'ammoniaca per produrre fertilizzanti e per aiutare a nutrire una popolazione in continua crescita. Allo stesso tempo, l'attuale produzione di ammoniaca rappresenta il 2% del consumo mondiale di energia fossile. Ciò corrisponde a circa l'1,2% delle emissioni totali mondiali di gas serra.

"Come maggiore produttore mondiale di ammoniaca, Yara ha lanciato un piano impegnativo su scala internazionale, sia per rimuovere le emissioni attuali sia per stabilire la produzione di nuova ammoniaca pulita", afferma Ankarstrand.

Non è della stessa opinione la compagnia Ardmore Shipping, che esprime perplessità sull’utilizzo dell’ammoniaca. Il coo Mark Cameron ha detto durante un convegno di non essere convinto della sicurezza di questo combustibile a bordo. “Al momento - ha detto - sono abbastanza contrario a venire a patti sugli aspetti di sicurezza dell’ammoniaca”. E ha aggiunto: “Abbiamo sentito un sacco di chiacchiere intorno alle navi a ammoniaca e, in base alle conversazioni che ho avuto finora, non sono del tutto sicuro che ci sia molta sostanza dietro a ciò, come si potrebbe essere portati a credere a volte, almeno in termini di cosa i cantieri stanno proponendo come costruzioni pronte per l'ammoniaca”.

Chi invece crede nei nuovi combustibili è Soren Skou, ceo di Ap Moeller Maersk, secondo cui proprio grazie a ammoniaca e metanolo sarà più rapido il raggiungimento degli obiettivi di emissioni zero di gas serra fissati per il 2050. Skou ha annunciato che un nuovo piano verde del gruppo sui gas serra verrà proposto agli investitori il prossimo marzo.

A.P. Moller – Maersk ha lanciato il suo Green Finance Framework per consentire alla società di emettere una varietà di strumenti di finanziamento sostenibile che possono includere obbligazioni, prestiti, project finance e altri strumenti. Per cominciare, la società ha collocato la scorsa settimana con successo il suo green bond inaugurale a 10 anni da 500 milioni di euro per finanziare la costruzione della sua prima nave feeder e di una serie di 8 grandi navi portacontainer oceaniche che saranno in grado di operare a metanolo entro, rispettivamente, il 2023 e il 2024. L'operazione ha ricevuto una forte accoglienza da un ampia platea di investitori. Le richieste sono state ben superiori all’offerta e il portafoglio ordini finale ha raggiunto i 3,7 miliardi di euro.

“L'emissione di strumenti di finanziamento verde - ha detto il cfo del gruppo, Patrick Jany - è un ulteriore passo verso l'integrazione della sostenibilità ambientale nel quadro delle nostre operazioni di finanziamento, in quanto è uno mezzo efficace per convogliare gli investimenti verso progetti con un positivo impatto ambientale, che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dell'Accordo di Parigi. Con questo green bond, miriamo a diversificare la nostra base di investitori, raggiungendo nuovi investitori e aumentando ulteriormente la trasparenza delle nostre prestazioni nei confronti dei nostri stakeholder”.