Lo shipping spinge la Grecia. Aumentano gli ordini e la flotta tocca il massimo

I gruppi armatoriali greci, dati recenti alla mano, controllano il 26,5% della flotta mondiale di petroliere e il 15% della flotta di navi portarinfuse

Il porto del Pireo

di Elisa Gosti

Lo shipping e il mercato navale in Grecia stanno vivendo una fase di sviluppo. A confermarlo sono le cifre relative agli ultimi mesi: gli ordini di nuove unità da parte degli armatori greci, infatti, rappresentano ben l’11% della quota globale.

Si tratta di un record assoluto per quanto riguarda la capacità della flotta nazionale greca: quest’anno le navi con una stazza di oltre 1000 tonnellate, controllate e gestite da gruppi armatoriali greci, hanno registrato il livello più alto di tutti i tempi. A metà del 2021 la flotta ellenica rappresenta il 7,1% della flotta globale per quanto riguarda il numero di navi, il 13,3% in termini di stazza lorda complessiva delle unità e il 16% in riferimento al tonnellaggio di portata lorda.

Allo stesso tempo i gruppi armatoriali greci, dati recenti alla mano, controllano il 26,5% della flotta mondiale di petroliere e il 15% della flotta di navi portarinfuse. Ma non solo: secondo quanto riferito dalla Ugs (Union of Greek Shipowners, che rappresenta gli armatori greci) l’età media delle unità navali greche si attesta sui 9,54 anni, risultando più bassa dell’età media delle unità navali a livello mondiale che è pari a 9,87 anni. Oltre ad essere la più ampia flotta mondiale, quindi, la forza navale ellenica presenta uno sviluppo che riflette una profonda azione di rinnovamento.

L’efficientamento avviene attraverso gli ordini di nuove costruzioni ma anche grazie ad una spiccata e vivace attività commerciale; ne sono protagonisti gli armatori greci che si confermano ottimi venditori delle navi più vecchie al fine di acquistare nuove unità di ultima generazione. A livello individuale, negli ultimi anni gli armatori greci sono stati i più attivi nell’effettuazione di nuovi ordini presso i cantieri navali. Gli ordini di nuove costruzioni da parte delle compagnie armatoriali greche rappresentano, infatti, ben l’11% del mercato complessivo a livello globale: i greci investono nell’acquisto di unità nuove, più efficienti sotto il profilo energetico, nonostante i rallentamenti presentati dai cantieri nelle consegne.

Mentre, da parte dei cantieri, le disponibilità per le consegne di grandi navi entro il 2024 si stanno esaurendo rapidamente e l’alto livello dei prezzi delle nuove costruzioni sta agendo da deterrente per degli armatori riguardo all’ottenimento degli ultimi posti liberi, i gruppi armatoriali greci si stanno già muovendo in questa direzione effettuando gli ordini di nuove unità. Secondo un sondaggio realizzato dalla Naftiliaki Greek Shipping Review in merito al “libro ordini” greco, alla fine di settembre 44 compagnie greche possedevano 182 navi con una massa a vuoto pari a 21,25 tonnellate metriche di tonnellaggio di portata lorda: rispetto all’anno precedente 3 compagnie in meno ma ben 30 navi e 2 tonnellate metriche in più.

Sono le petroliere a dominare tra le unità ordinate dagli armatori greci, esattamente come nel 2020: quest’anno il numero di unità ordinate è stato 98, in crescita rispetto alle 84 dello scorso anno. Anche le grandi navi container risultano in netto aumento rispetto al 2020, così come le unità di trasporto gas, in considerazione della crescita considerevole della domanda di quest’ultimo. Dei 12 maggiori armatori greci, per concludere, 9 stanno rinnovando le proprie flotte attraverso l’acquisizione di unità di nuova costruzione. Ma non ci si ferma “solo” a questo.

Il rinnovamento della flotta avviene anche grazie ad altri canali: secondo la Allied Shipbroking a metà ottobre la quota delle unità acquistate di seconda mano è stata molto significativa raggiungendo le 311 unità. Allo stesso tempo 201 navi sono state vendute: alcune di queste sono state utilizzate sempre per attività commerciali, altre sono state dedicate all’attività di riciclo e altre ancora sono state convertite in petroliere.