Genova, Gavio pronto a entrare nel business dei depositi chimici

Un’intesa a tre, che includerebbe Superba, Carmagnani e il gruppo Gavio, per la gestione del nuovo maxi-polo nel porto di Genova

di Matteo dell'Antico

La firma, salvo imprevisti o ripensamenti, dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Un’intesa a tre, che includerebbe Superba, Carmagnani e il gruppo Gavio, per la gestione del nuovo maxi-polo di depositi chimici che verrà realizzato in porto a Sampierdarena, in un’area attualmente in concessione al Terminal San Giorgio, controllato proprio dal gruppo Gavio che opera nei settori trasporti e terminal portuali.
La nuova società, secondo quanto risulta al Secolo XIX, sarà dunque partecipata dalle tre realtà industriali: come programmato da Superba e Carmagnani che lasceranno Multedo e poi dal Gruppo Gavio che rinuncia a ben 77mila metri quadrati di concessione a Ponte Somalia per fare spazio ai depositi chimici, ma contemporaneamente entrerebbe nel business con Superba e Carmagnani seppur con una quota di minoranza anche se dal gruppo piemontese viene riferito che «allo stato non ci sono trattative in corso per l’ingresso anche solo con una quota di minoranza nella nuova società».

Nuovi equilibri societari

A controllare la nuova società, con una quota di maggioranza, dovrebbe essere Superba (Petrolifera Italo Rumena). Al secondo posto invece, se l’operazione andasse a buon fine, ci sarebbe il gruppo Gavio, seguito da Carmagnani. L’entrata di Gavio nella gestione del nuovo polo industriale di Sampierdarena rappresenterebbe per Superba e Carmagnani l’arrivo un socio forte sul quale poter contare e ripagherebbe allo stesso tempo il gruppo che opera nel settore dei trasporti della rinuncia, con conseguente danno d’impresa, a un’importante area portuale nell’area di Sampierdarnena nella quale attualmente viene movimentata merce che viene caricata e scaricata quotidianamente dalle navi.
 

Cresce la protesta nel quartiere
Nel frattempo, a Sampierdarena cresce la protesta contro lo spostamento di Superba e Carmagnani da Multedo, operazione fortemente voluta dal sindaco di Genova, Marco Bucci. Il presidente del Municipio Centro Ovest, Michele Colnaghi, ha convocato un’assemblea pubblica inizialmente programmata il 10 dicembre che è poi stata anticipata al 9 dello stesso mese presso la palestra del Centro Civico Buranello di Sampierdarena. L’obiettivo dell’incontro del 9 dicembre è quello «di proseguire sul percorso del dialogo tra istituzioni presenti sul territorio e cittadini e per decidere le azioni da intraprendere nel prossimo futuro al fine di impedire questa nuova pericolosa servitù. Dimostriamoci ancora una volta comunità e uniamoci per il bene comune», dice Colnaghi .

Ostacoli da superare
Il via libera tecnico alla delocalizzazione dei depositi chimici, dopo l’istanza presentata da Superba all’Autorità di sistema portuale, è arrivato anche da parte del Comune di Genova ed è stato formalizzato in un provvedimento della direzione Urbanistica dello scorso 19 novembre, che dà «parere favorevole» all’insediamento a Ponte Somalia di queste attività, in quanto l’adeguamento del Piano regolatore portuale - che è necessario per l’introduzione di questa nuova funzione - è ritenuto coerente con gli strumenti urbanistici comunali».
Tra i principali problemi che tuttora impediscono lo spostamento dei depositi chimici a ponte Somalia c’è ancora l’ordinanza 32 del 2001 della Capitaneria. Secondo cui in porto «non è consentito l’ormeggio di navi cisterne per la movimentazione di prodotti petroliferi e petrolchimici», con l’eccezione dell’area del Porto Petroli. Si tratta di un aspetto, quest’ultimo, fondamentale perché l’arrivo di navi cisterna è essenziale per le lavorazioni effettuate da Superba e Caragnani, anche se dalla Capitaneria è già stato riferito che si sta lavorando assieme a Palazzo Tursi e all’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona per modificare l’ordinanza, in vigore da vent’anni. —