Taranto, corsa contro il tempo per il progetto da 200 milioni di Ferretti

Il problema riguarda la copertura con fondi pubblici dell’accordo di programma per Ferretti per la parte che coinvolge il Governo

Genova - In bilico la realizzazione a Taranto del nuovo investimento da 200 milioni e 200 posti di lavoro diretti del gruppo Ferretti per uno stabilimento addetto alla costruzione degli scafi degli yacht. L’impianto sorgerebbe sull’ex yard Belleli, che affaccia su Mar Grande, attraverso un concorso di risorse pubbliche e private destinate sia alla bonifica dell’area che all’investimento vero e proprio. Il tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo per l’area di Taranto (Cis), convocato per la mattinata del 7 dicembre dal ministro per il Sud, Mara Carfagna è chiamato a sciogliere i nodi prima della fine dell’anno, data ultima per salvare l’investimento su Taranto, che altrimenti il gruppo Ferretti porterebbe all’estero.Il problema riguarda la copertura con fondi pubblici dell’accordo di programma per Ferretti per la parte che coinvolge il Governo. Per superare l’empasse, il ministro Carfagna propone di definanziare l’acquario green (si tratta di un acquario con scopi di ricerca che costituisce anch’esso un progetto del Cis Taranto) dell’intera somma prevista, 50 milioni, e di spostarne 14 sull’accordo per Ferretti e il resto su altre misure del Contratto di sviluppo. La proposta è all’odg del tavolo del 7 dicembre e Forza Italia si è già detta d’accordo anche perchè il progetto dell’acquario green non è ancora specificato e le sue ricadute tutte da valutare. Fonti parlamentari spiegano ad AGI «che il problema riguarda proprio il salvataggio entro il 31 dicembre del contratto di programma dei Cantieri Ferretti. Il Mise - affermano le fonti - dice di non riuscire a trovare i 14 milioni mancanti mentre la Regione Puglia ha pienamente adempiuto agli accordi iniziali. Ecco perchè Carfagna vorrebbe proporre di rimodulare i 14 milioni, parte della somma stanziata per l’acquario, per chiudere il cerchio».