Shipping & cybersecurity, alle Pmi il 43% degli attacchi

Le tecnologie informatiche di gestione di dati e informazioni e l'automazione sempre più avanzata dei sistemi di bordo delle navi e delle operazioni a terra offrono grandi opportunità di sviluppo al settore, ma lo espongono di più alle minacce digitali

di A. Qua.

Genova - “L’organizzazione di un porto è molto articolata e ricca di interazioni fra le società e molte infrastrutture critiche che nello stesso ambito portuale erogano i loro servizi. Se uno degli attori fosse vittima di un attacco informatico potrebbe causare un effetto domino non voluto, mettendo in crisi diverse strutture. Per contrastare le minacce digitali serve dunque una buona strategia di security governance”. È l’avvertimento lanciato da Alessandro Volta, dell’Università di Genova, nel corso del webinar di stamattina organizzato da Assarmatori in collaborazione con Fise Uniport su “Cyber security nell’ambito marittimo portuale”. Su sollecitazione di Vito Leo Totorizzo, vice presidente di Uniport, è stato Rodolfo Zunino, ordinario alla Facoltà di Ingegneria di Genova, a spiegare come si articola la risposta dello Stato su questo fronte.

In particolare, per Zunino, sarà fondamentale – una volta che entrerà in servizio – l’attività di coordinamento dell’Agenzia nazionale per la Cybersecurity. E questo perché non solo l’Agenzia sarò fornitrice di tecnologia e supporto per chi rientrerà nel perimetro della sicurezza digitale nazionale, ma fornirà anche una certificazione, un quadro legale certo e una lista di fornitori certificati: la cornice cioè entro la quale tutte le aziende potranno effettuare i loro adempimenti su questo fronte. Un modo insomma per non lasciare indietro nessuno, e l’emergenza è quanto mai evidente, perché come sottolinea Giacomo Speretta, senior vice president Marketing, Business Development & sales Strategy di Leonardo, il 43% delle aziende del settore shipping che hanno subìto un attacco informatico sono piccole e medie imprese. Cioè chi spesso non ha tempo e soldi per difendersi da quello che è diventato un vero e proprio business mondiale, e tra i più redditizi, se si pensa che solo negli ultimi tre anni gli attacchi sono cresciuti del 900%, le violazioni del 500%.

Proprio per questo, riprendendo le parole del responsabile della Business Unit Cybersecurity Tommaso Profeta, che ne aveva parlato a inizio mese in occasione dell’Expo di Dubai, a breve a Genova aprirà proprio un’Academy per gli imprenditori interessati a difendere le proprie aziende dagli attacchi informatici: non solo una questione di infrastrutture digitali, ma anche di formazione del personale. Tutti i partecipanti concordano sulla necessità di alzare il livello di attenzione e le competenze per contrastare i rischi degli attacchi cyber. Le tecnologie informatiche di gestione di dati e informazioni e l'automazione sempre più avanzata dei sistemi di bordo delle navi e delle operazioni a terra offrono grandi opportunità di sviluppo al settore, ma lo espongono di più alle minacce digitali: “La cybersecurity è sempre più un aspetto critico, essenziale per preservare continuità, sicurezza operativa, della nave, degli asset e delle persone” ha spiegato Orietta Campironi, chief Information officer di Ignazio Messina & C . E proprio guardando ai nuovi scenari operativi, anche accelerati dal periodo di emergenza pandemica “la strategia e l’approccio alla sicurezza richiedono un livello di consapevolezza e di attenzione ancor più alto” ha aggiunto.