Giampieri (Assoporti): “Banchine verdi, impegno da 270 milioni”

“L’obiettivo è ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030”

Rodolfo Giampieri

Ormai da anni si parla di porti verdi. Quali passi verso l’ecosostenibilità stanno facendo i porti italiani?

«È doveroso, in premessa, analizzare la situazione che stiamo vivendo - dice Rodolfo Giampieri, presidente di Assoporti - con questo inizio 2022 che vede ancora la pandemia al centro dello scenario economico internazionale, scosso prepotentemente anche dallo sconcertante conflitto in Ucraina che influisce sullo scenario globale. Ciò ha provocato l’impennata dei costi dell’energia che inevitabilmente impatterà sui costi di trasporto e sembra destinata ad esercitare una maggiore pressione inflazionistica sulle economie chiave e sull’attività industriale. Nell’agenda politica globale si è dunque nel tempo concretizzata l’idea che i traffici commerciali debbano diventare il più possibile fluidi, interconnessi e sostenibili, a vantaggio della salute umana e della salvaguardia ambientale e della stessa competitività delle imprese. La transizione energetica in Europa ha adesso un obiettivo chiaro relativo al quando (2050) e al quanto (zero emissioni). La strada per il Net zero emissions necessita di tempi certi e di un’immediata e massiccia adozione di tutte le tecnologie energetiche pulite ed efficienti disponibili. In questo contesto, la portualità italiana sta lavorando sui progetti di “porti verdi” con banchine elettrificate, istallazione di fonti di energia rinnovabile, riorganizzazione degli spazi portuali, digitalizzazione decisa che migliorerà tempo e qualità del lavoro e dell’ambiente e molto altro».

I fondi del Pnrr rappresentano la vera svolta, per gli scali italiani, verso politiche di maggiore attenzione verso l’ambiente?

«Nel Pnrr sono stati inseriti importanti investimenti per il settore portuale che vanno tutti nella direzione di una sostenibilità globale. Per la portualità una fonte di notevoli risorse arriva anche dal Fondo complementare. L’obiettivo è di rendere le attività portuali più compatibili e armoniose con le attività e la vita urbana. Il progetto Green Ports, implementato dal Mite, prevede 270 milioni di euro di investimenti per gli anni 2021-2025. Sono coinvolte nove Autorità di sistema portuale del Centro-Nord Italia, dopo l’esperienza positiva realizzata dalle Autorità portuali del Sud Italia grazie al Programma di azione e coesione. Gli obiettivi sono ridurre del 20% le emissioni annuali di CO2 nelle aree portuali entro il 2026 per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, come previsto dal Green Deal europeo. Questa è la grande sfida che tutta la comunità mondiale deve accettare».

Ci sono porti italiani più avanti di altri che hanno già raggiunto un buon livello di ecosostenibilità?

«La portualità si è impegnata tutta per raggiungere un livello di maggiore sostenibilità. Come detto, stiamo lavorando tutti insieme su numerosi progetti consapevoli che potranno cambiare il volto del comparto. Non parlerei, quindi, di quali porti sono più avanti poiché le politiche di transizione ecologica si stanno attuando in tutti i porti a seconda delle loro specificità. Direi invece che per vedere realizzati i progetti attualmente previsti occorre lavorare tutti insieme su un tema per noi particolarmente caro: semplificazione razionale e intelligente per centrare questi obiettivi ambiziosi nell’interesse generale».

Quali sono le politiche messe in campo da Assoporti per favorire politiche verdi?

«Assoporti si è subito attivata cercando di proporre soluzioni per la portualità anche grazie alla proficua collaborazione istituzionale con il ministero delle Infrastrutture. Grazie a questo format di collaborazione si sta lavorando insieme per rendere più fluide le norme nella loro applicazione, oltre a sollecitare temi indispensabili per lo sviluppo del settore. Inoltre, grazie al lavoro dei presidenti delle Adsp in sede di Conferenza nazionale di coordinamento delle Adsp, abbiamo lavorato insieme per la razionalizzazione di alcune norme ambientali e non solo. Infine, è stata inserita una previsione normativa che vede le Adsp quali hub energetici capaci di promuovere ed implementare aree o comunità di energia da fonti rinnovabili. Certamente un grande passo avanti per il comparto».