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DEPENNATI DUE CANTIERI TURCHI

Demolizioni navali, stretta sulla lista Ue

La Commissione ritiene sufficiente la capacità autorizzata, per Bimco non basta

Alberto Ghiara
1 minuto di lettura

Attività di demolizione nei cantieri San Giorgio del Porto a Genova, gli unici in Italia autorizzati dall'Ue

 

GENOVA – La lista dell’Unione europea dei cantieri navali autorizzati a smantellare le navi che battono bandiera dei paesi membri continua a essere al centro dell’attenzione del settore: mentre da un lato c’è chi, come Bimco, chiede che vengano riconosciuti gli sforzi fatti da alcuni cantieri extra europei, in particolare quelli dell’Oceano Indiano, che quindi si vorrebbe che fossero autorizzati, dall’altro la Commissione europea chiarisce, depennando due cantieri turchi, che le regole e gli standard per entrare nella lista devono essere rispettati. Alla fine del 2023, inoltre, l’Unione europea effettuerà una revisione del regolamento sul riciclo di navi, entrato in vigore il 30 dicembre 2013.

Lo scorso 14 dicembre è stata approvata la decima edizione della lista dei cantieri autorizzati. Due cantieri situati in Turchia sono stati rimossi da questo elenco in quanto non rispettano i requisiti del regolamento sul riciclaggio delle navi. Un cantiere, Işıksan, non è riuscito a salvaguardare sufficientemente le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti e l'altro, Simsekler, è stato cancellato dall'elenco per la mancanza di trasparenza sulle operazioni di demolizione delle navi.

La Commissione ha inoltre aggiunto un cantiere situato in Bulgaria e prorogato la data di scadenza dell'inclusione di due cantieri elencati situati in Francia e Lituania. L'elenco europeo contiene ora 45 impianti di riciclaggio delle navi, di cui 38 in Europa (Ue, Norvegia e Regno Unito), 6 in Turchia e 1 negli Stati Uniti. E’ compresa anche l’Italia con un cantiere. “Nel complesso - afferma una nota della Commissione europea - la capacità di riciclaggio dei cantieri dell'elenco Ue è ancora molte volte superiore alla domanda e diversi cantieri dell'elenco europeo sono anche in grado di riciclare navi di grandi dimensioni”.

Un rapporto di Bimco dello scorso ottobre non concorda però con questa conclusione. La terza edizione del rapporto sottolinea, come spiega una nota di Bimco, che “finora l'inclusione di cantieri non europei nell'elenco dell'Ue ha fornito un potenziale limitato per il riciclaggio su larga scala. Le strutture degli Stati membri, in generale, forniscono soluzioni locali su misura per un mercato di riciclo di nicchia o sono focalizzate sullo smantellamento offshore. Ciò significa che non sono dedicati al riciclaggio di grandi navi oceaniche e quindi non hanno una capacità sufficiente. Ciò lascia la Turchia come l'unica grande nazione di riciclaggio delle navi che contribuisce in modo significativo alla lista dell'Ue”.

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