Primi nove mesi

Unicredit, utileda un miliardo

Milano - Unicredit archivia i primi nove mesi del 2013 con un utile di 1 miliardo, in calo del 28,5% sullo stesso periodo dello scorso anno. Flessione anche nel trimestre con i profitti a 204 milioni (-39,1%) ma in linea con le attese.

L’amministratore delegato dell’istituto Federico Ghizzoni sottolinea comunque che «in un quadro economico generale molto difficile» è «importante «un risultato netto positivo anche in un terzo trimestre particolarmente impegnativo». In più si evidenzia «qualche primo incoraggiante segnale di ripresa anche in Italia».

Intanto sempre sul fronte del credito è stata una giornata densa con Intesa Sanpaolo che ha avviato la cessione della quota dell’1,3% detenuta in Generali. Mentre la Silvano Toti Holding è uscita da Gemina. La società ha avviato, assistita da Unicredit, una vendita accelerata (accelerated bookbuilding) dell’intera quota (l’11,6%), pari a oltre 170 milioni di azioni.

Tornando a Piazza Cordusio, nel dettaglio dei conti, si evidenziano 5,25 miliardi di euro in finanziamenti erogati in Italia. Nei primi 9 mesi dell’anno i nuovi prestiti a famiglie e aziende sono cresciuti del 15,5% rispetto a un anno fa (nuovi prestiti a medio lungo termine alle imprese +17,8%, mutui alle famiglie +20,6% e prestiti personali +9,5%).

Sempre nei nove mesi i ricavi si sono ridotti a 18,2 miliardi (-7,1% sul 2012), i costi operativi sono scesi a 11 miliardi (-2,2%) mentre il rapporto costi/ricavi è risalito al 60,6% (+3%). Mentre nel terzo trimestre del 2013 la divisione di banca commerciale in Italia ha registrato una perdita netta di 165 milioni, a causa di accantonamenti su crediti per 1,1 miliardi, che hanno compensato il buon margine operativo lordo di 945 milioni registrato nel trimestre.

L’utile del trimestre è stato invece sostenuto dall’eccellente contributo dell’Europa Centrale e dell’Est e della Polonia (578 milioni) mentre quello del Corporate e Investment Banking è stato di 361 milioni. L’istituto ha poi rimborsato, dopo i 2 miliardi di giugno, un altro miliardo (a inizio mese) di prestiti della Bce (Ltro).

Ne restano 23 miliardi. Per il quarto trimestre saranno contabilizzate plusvalenze per 160 milioni derivanti dalla cessione delle quote in Fonsai e Moscow Exchange con un impatto di 5 punti base sul Core Tier 1 (al 30 settembre si è attestato all’11,71%).

Mentre è troppo presto per parlare di cedola. Le verifiche, come sempre, verranno fatte a fine anno, ha spiegato Ghizzoni. Su tematiche più generali l’ad ha ribadito che non ci sono contatti con banche piccole in difficoltà e ha sottolineato di non essere a conoscenza di una revisione del patto di Mediobanca.