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Concordia, Ultimatum di Orlando a Piombino

Genova - A spuntarla non sarà solo chi presenterà le credenziali giuste, con un progetto adeguato e le capacità per farlo in sicurezza. Anzi, questi sono requisiti che i porti possono persino non vantare, almeno in partenza. Prima di tutto è necessario procurarsi un “padrino” politico che spinga perchè a vincere sia il proprio territorio.

La demolizione della Concordia è un affare politico, prima che tecnico ed è tutto interno al Pd. Ma la partita non è ancora chiusa.

Il governatore della Liguria Claudio Burlando, come riporta il Corriere della Sera, è andato a colazione con Michael Thamm, Ceo di Costa Crociere e gli ha offerto il porto di Genova. E’ fatta? «E’ un’alternativa come altri porti italiani che si sono candidati in questi mesi», dicono più fonti all’interno della compagnia. Una carta giocata dal Pd locale per ottenere la commessa: «Il porto di Genova è pronto e al massimo dovremmo fare un po’ di dragaggi per il pescaggio della nave», spiega da mesi Luigi Merlo, presidente dell’Authority e altro esponente democratico.

Genova sta tentando la fuga in avanti, ma non ha fatto i conti con il resto del partito che guida le altre agguerrite Repubbliche marinare del Pd.

A cominciare dalla Toscana: l’ultima parola per capire la rotta dell’ultimo viaggio della Concordia, spetta a Enrico Rossi, il presidente della Regione e Commissario per l’adeguamento del porto di Piombino. Rossi è grande esponente Pd e a Roma ha un peso forte: «La vera partita la giocano lui e il ministro all’Ambiente Andrea Orlando» spiega una fonte romana «Per ora rimane Piombino, ma Rossi è un uomo ragionevole e se Piombino non dovesse essere pronto, non si opporrà ad una alternativa». E il rischio è forte: l’ultimo viaggio della Concordia è previsto per la primavera 2014 come confermano fonti della compagnia da crociera e lo scalo necessita di lavori pesanti. E’ fatta per Genova? «Manco per sogno - dicono da Roma - E le spinte di Civitavecchia? Sono così forti che trainerebbero sino al porto il relitto». Il Sindaco di Civitavecchia è l’ex deputato, potentissimo esponente del centrosinistra, Pietro Tidei che lavora in coppia con la figlia Marietta, degna erede democratica del padre a Montecitorio. Il Pd laziale non lascerà la presa solo per una colazione genovese e gli effetti si sono già fatti sentire perchè, sostengono al “porto di Roma” che con pochi e rapidi interventi si potrebbe attrezzare anche Civitavecchia per lo smaltimento. Il trionfo della volontà politica.

La terza sponda è quella siciliana: «Palermo è svantaggiata solo perchè distante rispetto al Giglio, ma in quanto a peso politico, ci sono due pezzi grossi del centro sinistra come il presidente della regione Crocetta e il sindaco Orlando». La guerra degli Orlando? Quello spezzino, il ministro, cerca di mettere paletti per tutti i suoi compagni di partito. Ieri a poche ore dalla sirena genovese, ha puntualizzato: «La Concordia sarà smaltita in Italia, il porto attualmente prescelto è quello di Piombino ma ci sono anche altre città italiane candidate se quella toscana non dove essere attrezzata al momento giusto». Come a rimbrottare per la fuga in avanti il Pd genovese e il governatore Burlando: il partito non si aspettava un apprezzamento da parte del ministro, ma nemmeno un altolà così secco: «Ma Orlando non poteva mica dire cose diverse - raccontano da Roma. Sta facendo l’equilibrista, camminando sopra il filo della vasca degli “squali” che stanno attorno al relitto» racconta un’altra fonte romana. Orlando concederà a Piombino altro tempo (poco) se le banchine non saranno pronte entro il tempo stabilito, cioè primavera 2014, dopo la prua del relitto virerà verso un altro porto italiano.

L’unica certezza per ora è la volontà di Orlando di garantire l’italianità della commessa, in condizioni di sicurezza, perchè i 300 milioni siano parziale indennizzo dell’incidente e dei lavori successivi: «Ci manca solo che la parte più remunerativa finisca in Turchia, a Smirne». Eh già, non sia mai che vincano i Saraceni.

simone.gallotti@ilsecoloxix.it

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