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Zes, Rixi: “Utilizzare i porti del Sud per ricreare la manifattura”

Per il vice ministro, "i porti del Sud devono trovare una loro vocazione anche turistica e croceristica”

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Il porto di Taranto (foto d'archivio)

 

Taranto - "Dobbiamo utilizzare la portualità del Sud insieme alla defiscalizzazione dell'attività di impresa perché questa ci permette di ricreare una capacità manifatturiera nel Sud Italia che può affacciarsi anche verso i Paesi del Mediterraneo come il Nord Africa". Lo ha detto oggi il vice ministro a Infrastrutture e trasporti, Edoardo Rixi, partecipando, dalla sede del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ad un seminario sulle Zone economiche speciali nel Sud promosso dall'associazione "Merita". Il seminario, che ha visto interventi in presenza e in videocollegamento, ha effettuato un focus sulla Puglia con la partecipazione dei presidenti di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, e delle Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, e dello Jonio, Sergio Prete. Ha introdotto i lavori Claudio De Vincenti, presidente onorario di "Merita" ed ex ministro nel Governo Gentiloni.

Il vice ministro Rixi ha richiamato nel suo intervento "le difficoltà costitutive nel tempo delle Zes, i problemi delle imprese nel capire quali tipi di vantaggi potevano avere insediandosi nelle aree Zes, le tipologie di imprese e di attività che potevano insediarsi". Per il vice ministro Rixi, "i porti del Sud devono trovare una loro vocazione anche turistica e croceristica. Alcune riqualificazioni fatte, come nel caso di Palermo, ci dimostrano che anche grandi compagnie possono avere base nei porti del Sud".

"Questo - ha detto Rixi - significa anche rifornire le navi e assicurare loro gli approvvigionamenti necessari utilizzando il sistema di produzione del Centro-Sud. Avremmo così a valle dei porti del Sud una filiera produttiva in grado di supportare attività e bunkeraggio. Una specie di chilometro zero poiché in questo caso non avremmo bisogno di una filiera logistica particolarmente complessa". Al seminario di "Merita" intervenuti anche Massimo Bruno, chief corporate affairs officer di Ferrovie dello Stato, e Gianpiero Strisciuglio, ad di Mercitalia (polo logistica del gruppo FS). Quest'ultimo ha detto che il polo pugliese logistico è concentrato per l'83 per cento del traffico su tre impianti: Bari Lamasinata, Incoronata (Foggia) e Giovinazzo (Bari). Seguono i porti di Brindisi e Taranto. Per questi hub pugliesi transitano 6.592 treni commerciali ogni anno.

"Sui porti insistono diverse competenze: turismo, trasporti, industria, territorio, ambiente. Le Zone economiche speciali sono un laboratorio di governance del mondo economico e la Puglia, tra le regioni del Sud con i suoi dati di export e produzione agroalimentare, è un'ulteriore area di sperimentazione", ha detto Massimo Bruno, chief corporate affairs officer di Ferrovie dello Stato, intervenendo al seminario promosso dall'associazione "Merita" sulle Zes. "Come Gruppo Fs - ha detto Bruno - stiamo lavorando per azioni di sistema che uniscano le esigenze dei territori con la nostra offerta della logistica e delle infrastrutture".

Per Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Mercitalia (polo logistica del gruppo FS), intervenuto al seminario indetto da "Merita", "Mezzogiorno, intermodalità e logistica ci consentono di guardare alle Zes come a una opportunità interessante per il nostro lavoro. Ogni modalità di trasporto deve integrarsi dando occasioni di sviluppo al tessuto territoriale, grazie a intese con stakeholder, con shipping e servizi di primo e ultimo miglio".

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