Lo strano connubio tra il Regno del Nord e la Repubblica del Mare

Si papperanno i porti liguri, dopo aver messo mani e piedi dentro le banche, come pretende Bossi? Conquistato il Regno più “pesante” della penisola, allargheranno il confine fino al mare? “Tranquilli, nessuna paura e niente milizie territoriali… Quando la Lega Nord parla di Padania, si riferisce ad una macroregione con esigenze, vocazioni e infrastrutture comuni, quindi la nostra volontà collaborativa non manca. Penso ad un patto di alleanza per lavorare insieme e negoziare con il governo centrale con una voce sola. Vedremo se il governatore Burlando vorrà impegnarsi in questa direzione”.

Approda su Pilotina Riccardo Molinari, il ragazzino rampante della Lega Nord che alle elezioni ha sbancato Valenza, Casale e Alessandria, contribuendo in misura determinante al trionfo di Cota in Piemonte. Origini genovesi, sampdoriano, Molinari è la voce della base leghista che adesso canterà nella stanza del potere politico piemontese. Con la sua vivacità giovanile, è l’antitesi dell’immobilismo della politica ligure, incapace di mobilitare passioni e di nobilitare interessi. Già, ma adesso il problema è individuare un linguaggio condiviso, disegnare un orizzonte di valori credibili e comuni. Sono proprio queste prospettive incerte ad alimentare il dibattito su Pilotina. Quanto incideranno le scelte del nuovo gruppo dirigente sul futuro dei porti liguri? Il porto di Genova annesso alla Padania o funzionale con la sua centralità europea allo sviluppo del Nord Ovest? E che modello di federalismo, quanta autonomia finanziaria, quali sostegni alle infrastrutture?

“Il tema proposto da Pilotina sarà una delle più grandi questioni su cui i cittadini potranno valutare l’operato dei nuovi governatori delle Regioni settentrionali, e in particolare di Piemonte e Liguria – risponde Riccardo Molinari – E’ evidente che il destino dei porti liguri e in particolare di Genova non è solo una questione d’interesse regionale. Ci sono progetti comuni intavolati da tempo e dalla cui realizzazione passa la possibilità di rilanciare l’occupazione e lo sviluppo economico dei nostri territori: Terzo valico, area logistica di Alessandria, retroporto di Genova. Tutti questi progetti sono concatenati in un’ottica di sviluppo che potrebbe portare di colpo il nostro Piemonte dall’essere regione periferica d’Italia a cuore logistico d’Europa e il porto di Genova da realtà in affanno a porto centrale del Mediterraneo. Sulla realizzazione del Terzo valico e sul conseguente collegamento fra Genova e Rotterdam si gioca il grosso della partita e i progetti di retroporto e della stessa area logistica di San Michele su cui sta lavorando l’amministrazione comunale alessandrina, danno l’idea di quanto Piemonte e Liguria, ma in particolare la Provincia di Alessandria e di Genova, siano inscindibilmente legate nel loro destino”.

La Liguria e Genova strette nella morsa della Lega e di Formigoni. Con i dirigenti del movimento di Bossi impegnati a dettare tempi e modi della transizione. Non sarà una passeggiata. Il giovane Molinari lancia segnali di distensione e di speranza.

“Da alessandrino di nascita ma genovese di sangue, sento in modo particolare il legame fra i nostri territori, a Genova ogni giorno si recano centinaia di cittadini piemontesi per lavorare e per studiare (io sono stato uno dei tanti) e lo stesso vale nell’altra direzione: è quindi nell’idea di un territorio unito che mi impegnerò a lavorare in Regione Piemonte e sono sicuro che i colleghi liguri fra cui il mio amico Rixi, anche lui neo eletto consigliere regionale, faranno lo stesso. Credo si debba poi ricordare anche che nella legislatura regionale che sta iniziando, si concretizzerà la riforma del federalismo fiscale, i decreti attuativi dovrebbero arrivare nel giro di un anno. Quindi le Regioni, in particolare quelle del Nord, avranno maggiori risorse da investire, soprattutto nella realizzazione di questi progetti”. La partita è aperta.

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