Se i tre Spiriti del Natale non riescono a convertire gli Scrooge dei porti…

“Il porto era morto, tanto per cominciare. Non c’era dubbio, su ciò: il suo atto di morte era firmato dal pastore, dal coadiutore, dall’uomo delle pompe funebri e dal capo dei piagnoni. L’aveva firmato anche il ministro, e il nome del ministro alla Borsa degli scambi valeva per qualunque cosa cui egli decidesse di metter mano…”. Amici miei, ho qualche magone anche sotto l’Albero, non ce la faccio ad essere buonista: che succede se i tre Spiriti del Natale non riescono a cacciare dai porti - o almeno a convertire - gli Scrooge induriti dal rancore e dall’avidità? Da Dickens all’Apocalisse il passo è breve: basta rileggere gli appunti di un anno vissuto pericolosamente. E poi, i flagelli noi di Pilotina li abbiamo meritati sfidato l’ira dei potenti e infine abbiamo scritto, denunciato. Incalzando sempre. Il suggello lo abbiamo lasciato ad altri, avvezzi a chinare il capo davanti ai capi.

Carbone puzzolente, dunque, per Matteoli, ministro assente e dimezzato, che occuperà con la prepotenza miope del potere per il potere ogni spazio disponibile. Come del resto accadrà nelle nostre città. Fra candidature, auto candidature e ricandidature, assisteremo ad un teatrino miserrimo, che si abbatterà sui porti rischiando di comprometterne definitivamente il futuro. Carbone alla mediocrità di una politica logora, che piega ai personalismi e ai particolarismi gli interessi generali. Che dalle nostre parti si affacciano sul mare da oltre duemila anni. Carbone per Mauro Moretti, che non si rassegna e continua a seminare dispetti sul Terzo valico. Carbone per i comitati del no oggi splendidi alleati della borghesia genovese che da anni deprime lo sviluppo.

Genova è cresciuta solo, diradando la nube tossica, per la regia dell’Autorità portuale, per l’enorme fardello che la Compagnia Unica si è caricata sulle spalle, perché i terminalisti per un anno hanno rinunciato a litigare. Carbone a chi non garantisce condizioni concrete di vita e le aspettative per domani. Carbone a chi ha sostituito il senso dello Stato con lo stato patrimoniale e personale. Ma in queste ore, amici miei, esprimiamo anche riconoscenza per i genovesi, navigatori orgogliosi ed esperti, che ci leggono nel mondo. Sulle loro case galleggianti, a solcare gli oceani, in questi giorni di festa ci sarà anche lo spirito indomito della nostra ciurma. E ogni stella che si fermerà ad abbaiare alla vostra prua, vi ricorderà la leggenda di Athos: specchiate la vostra anima nel mare, sempre. Gratitudine per i lavoratori portuali e dello shipping. Su ogni banchina, in ogni ufficio abbiamo condiviso quotidianamente la lotta per la dignità ed il diritto ad un lavoro sicuro. E continueremo.

Alla vigilia di un Natale grigio fumo, facciamo anche i conti con il presente. Nessuno sconto, siamo già in campagna elettorale. Si voterà, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore si proseguirà con un governicchio monco. Proponiamo ai partiti e ai presidenti delle Autorità portuali un patto di legislatura: serve continuità per raggiungere i risultati promessi. Nessun presidente di Authority nelle liste, quindi. Eliminata la sciagurata ipotesi, si cancellerebbe un’ipocrisia di fondo nel dibattito locale e nazionale e soprattutto si renderebbe credibile il programma di potenziamento della rete logistica e delle alleanze strategiche dei nostri scali. Altrimenti continuare a parlare di MiNova, Terzo valico, Pontremolese e Piattaforme, sarebbe solo un noioso esercizio di retorica. Auguri di cuore, di feste serene. E un forte abbraccio!

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