E il porto si affida alle grazie (impossibili) di Santa Rita

Viaggio immaginario nella città della luce che nella giornata dedicata alla Santa dei miracoli impossibili, Rita da Cascia, celebra un evento storico: la riconquista dei ricchi mercati della Baviera e del Baden Württemberg oltre che della Pianura padana. Come già nel 1600, Genova è l’emporio privilegiato dell’Europa e del Far East, la sua finanza è centrale nello scenario internazionale, l’Università un laboratorio di soluzioni per il diritto marittimo e le tecnologie navali. L’inversione di rotta prende forma e sostanza quando il Governo italiano individua il corridoio Reno-Alpi e il porto di Genova come unico sistema in grado di giocare un ruolo internazionale, volando a 15 milioni di container nel 2033, grazie a uno stanziamento di 20 miliardi di euro in infrastrutture e sostegni. Se le ferrovie tedesche, quelle svizzere e Msc decidono di chiudere le loro basi nel Nord Europa, non è solo per la politica di promozione fiscale e tariffaria del Governo, ma soprattutto per il ruolo decisivo di Fs, primo operatore merci al servizio della bassa Germania in virtù dell’acquisto dei terminali di Monaco e di Stoccarda e dell’integrazione su basi paritetiche con Db e Sbb, dopo che è stato abbandonato il fumoso progetto di fusione tra Fs ed Anas . Dalla macro integrazione ferroviaria, nasce un colosso delle spedizioni con sede a Genova. Così l’Italia, oltre che nella cantieristica e nelle autostrade, sarà leader anche nella logistica.

Regista dell’evoluzione il ministro Delrio. Decisivo il contributo qualificato delle tre Regioni del Nord Ovest (Lombardia, Piemonte e Liguria) che, appunto, celebrano il successo politico proprio il giorno di Santa Rita. I governatori Giovanni Toti, Sergio Chiamparino e Roberto Maroni cementano i business dei maggiori attori economici, trasformando la principale area di sviluppo europea da soggetto passivo a protagonista nella definizione dell’offerta dei servizi di trasporto. La leadership di Palazzo San Giorgio la sostiene con grinta il nuovo presidente dell’Authority, Paolo Emilio Signorini. La scelta di un segretario generale nel segno della modernizzazione ma soprattutto il rinnovo delle concessioni a vari fondi di investimento che si sono spartiti il porto di Genova, gli consentono di lavorare al progetto che porterà alla costituzione del primo operatore di logistica internazionale nella storia d’Europa. Riaffermata la centralità del mondo del lavoro: la Culmv accetta la sfida della globalizzazione senza rinunciare ai principi di solidarietà, diventa un operatore a tutto campo, parte integrante della compagine del nuovo terminal “Sbb, Db e Msc”, con facoltà tuttavia di prestare servizi anche ai concorrenti sotto la vigilanza dell’Autorità portuale e rinunciando a qualsiasi sussidio pubblico.


Nel processo di rilancio dell’Europa meridionale della logistica, determinante è anche il contributo giunto dalla campagna per l’elezione del nuovo sindaco di Genova. Un dibattito stimolante e intelligente sui contenuti del progetto di crescita globale. Tutti i candidati partono dal presupposto che Genova è il suo porto. E nessuno restituisce slogan inconsistenti e velleitari. Pregevole in questo senso l’impegno delle categorie imprenditoriali e dei sindacati. Strategia geniale quella dell’Università di Genova, che si allea con il ministero dei Trasporti e Stanford. D’intesa con l’Unione Europea, sarà insediata nell’imponente sede dell’Hennebique di San Limbania la nuova Università del Mare.

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Il problema è che Rita, la prodigiosa Santa dei miracoli impossibili, si sta chiedendo perché mai dovrebbe dispensare le sue grazie su Genova. Infatti:

1) Nessuno in città spinge per un’alleanza tra porto, ferrovie internazionali e un grande vettore marittimo.

2) Prevale la logica secondo cui è preferibile poco traffico da trattenere e condizionare piuttosto che flussi milionari di container.

3) Vio, Vado e Rivalta sono considerati strategici (!) e godono dell’appoggio della Regione.

4) Le politiche del governo sono orientate verso un Nord Est effervescente, furbo e spregiudicato.

5) Msc, che con le ferrovie tedesche e svizzere potrebbe essere l’alternativa, di fatto investe a pioggia un po’ in tutta Italia, senza curare una via di accesso strategica dove localizzare il traffico del corridoio Reno-Alpi ( o Gottardo).

6) Le maggiori shipping line mondiali hanno sempre più spesso la tentazione di stravolgere interi front line portuali, condizionando ogni voce delle banchine. Prendiamo il caso di Maersk, che ha imposto addirittura l’accorpamento tra Genova e Savona quando ha capito che Vado da solo non sarebbe approdato mai a niente.

7) A livello locale, i candidati a sindaco sono da questo punto di vista impalpabili. Nulla di serio sul fronte del porto, parole in libertà che denotano assoluta ignoranza della materia e il loro disinteresse.

8) Sotto la Lanterna emerge una nuova categoria dello spirito: la disoccupazione volontaria, condizione di chi può permettersi di non lavorare sfruttando il lavoro altrui.

Echeggia la sirena degli addii. Genova? E’ una scia di rose che si frangono per i mercati il giorno di Santa Rita. E’ l’ultimo fondale della scena.

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