Taglio emissioni per gli yacht, la preoccupazione degli operatori

Dall'anno prossimo la normativa Imo dovrà essere applicata anche al diporto: "Ma ciò che può andare bene per le grandi navi, non è automaticamente trasferibile al settore dei megayacht"

di Angelo Marletta

Genova - La Imo Tier III relativa all'abbattimento delle emissioni di ossidi d'azoto é al momento una normativa per molti,ma non per tutti che coinvolge prevalentemente il grosso tonnellaggio (navi da carico,Cruise ship,full container e traghetti ) ma non ancora le navi da diporto o megayacht.

Quest' ultimo comparto dovrà iniziare a fare i conti con questa normativa a partire dal 2021, incidendo inevitabilmente sul lavoro di progettisti,costruttori di motori marini e cantieri nautico.Il concetto è emerso durante il convegno organizzato da Atena Lombardia (Associazione italiana di Tecnica Navale) in collaborazione con Ascomac (Federazione Nazionale Commercio Macchine) in corso a Marina di Carrara nell'ambito della seconda giornata di Seatec 2020.

Alla presenza dei rappresentanti delle maggiori case costruttrici di motori marini tra cui Volvo, MAN e Mtu è stato ricordato l'accidentato percorso che accompagna la formulazione delle nuove normative ambientali che, partendo da nobili obbiettivi, a volte cozzano con la realtà dello shipping. "Sostanzialmente - ha affermato il vice presidente del Cantiere SanLorenzo, Paolo Bertetti - ciò che può andare bene per le grandi navi, non è automaticamente trasferibile al settore dei megayacht". Le principali problematiche sono infatti legate al differente utilizzo dei mezzi nautici in termini velocità e ore impiego motore.

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