Italia con il fiato corto nel settore delle energie rinnovabili

Che sia necessaria una forte spinta alle rinnovabili nella corsa alla decarbonizzazione entro il 2050 lo ha ribadito il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in audizione alla Camera

Roma - Italia con il fiato corto nel settore delle energie rinnovabili: nel 2020 ha visto un calo del 35% della potenza installata mentre l'Europa ha sfondato quota 650 Gigawatt. Nel mondo questo mercato in forte espansione sfiora i 3.000 Gw (2.926 Gw) più che raddoppiato in 10 anni. A frenare la crescita del nostro Paese è stato, in particolare, il crollo dell'eolico. Lo dice il Renewable Energy Report 2021 redatto dall'Energy&Strategy Group della School of Management Politecnico di Milano. Neanche i 5,9 miliardi che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) mette a disposizione del comparto delle rinnovabili nell'orizzonte 2021-2026 possono consentire il recupero dell'Italia, avverte Davide Chiaroni, vicedirettore dell'Energy&Strategy Group sottolineando la difficoltà di raggiungere gli obiettivi posti dal Piano energia e clima 2030, che richiederebbero una crescita del 175%. A meno che venga realizzato «un mix integrato e coerente di provvedimenti normativi e di impianti da rinnovabili, nuovi e ammodernati» perchè da questo «dipende il futuro» delle energie verdi nel nostro Paese. E dalle imprese italiane «del vento», l'Anev, arriva un «manifesto per lo sviluppo dell'eolico» che evidenzia la «forte potenzialità di sviluppo economico» del settore.

Che sia necessaria una forte spinta alle rinnovabili nella corsa alla decarbonizzazione entro il 2050 lo ha ribadito il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in audizione alla Camera, ricordando che nella lotta ai gas serra dobbiamo, tra l'altro, arrivare al 70-72% di elettricità da rinnovabili al 2030, dobbiamo installare 70 gigawatt in dieci anni, cioè 8 gigawatt all'anno, dieci volte quello che facciamo oggi, che è solo 0,8. Il Rapporto, arrivato alla settima edizione, evidenzia che «la nuova potenza da rinnovabili installata in Italia nel 2020 è stata di 784 Megawatt, il 35,4% in meno (427 Mw) rispetto al 2019, a causa del calo di nuovi impianti eolici, precipitati del 79% dai 413 Mw del 2019 agli appena 85 Mw del 2020. A trainare invece è stato il fotovoltaico con 625 Mw, mentre l'idroelettrico si è fermato a 66 Mw e le biomasse a 8 Mw. Dal 2015 c'è stato un trend di crescita delle installazioni di media o grande taglia rispetto a quelle residenziali, ma il 2020 ha visto un capovolgimento; le installazioni in autoconsumo stanno vivendo un exploit. In questo quadro, l'Anev chiede di semplificare l'iter autorizzativo, rivedere le Linee guida nazionali per gli impianti eolici, istituire una cabina di regia presso la presidenza del Consiglio, prevedere dei meccanismi di supporto e sostegno al comparto, di istituire strumenti specifici per lo sviluppo del Power purchase agreement (cioè i contratti a lungo termine tra aziende e produttori di energia rinnovabile) con l'obiettivo di rendere il settore eolico una "potente risposta economica, industriale e culturale alla crisi pandemica e al necessario processo di decarbonizzazione dell'economia"

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