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Il progetto finlandese: trasformare in biogas le acque reflue delle navi

L’ambizioso progetto è nato per tutelare il Mar Baltico dagli scarichi in navigazione

Elisa Gosti
2 minuti di lettura
(afp)

Il settore marittimo è costantemente alla ricerca di soluzioni “green” per contribuire alla riduzione della propria “carbon footprint”. Le modalità di attivazione interventi ambientalmente sostenibili sono molteplici e riguardano molti aspetti del trasporto marittimo come, ad esempio, quello relativo alla gestione dei rifiuti prodotti dalle navi. Una novità rilevante arriva dal Nord Europa, come sempre all’avanguardia nella ricerca e nella messa a punto di soluzioni “green” e apripista di best practice nel settore.

Un’organizzazione no-profit con sede in Finlandia ha infatti lanciato la “Ship/t Waste Action”, un progetto ambizioso ma estremamente concreto che prevede la partecipazione di molte aziende e di numerosi operatori strategici del settore marittimo, con l’obiettivo di bloccare l’immissione del liquame prodotto dalle navi nel Mar Baltico trasformandolo invece in biogas sostenibile.

Secondo quanto riferisce il Baltic Sea Action Group (ufficialmente denominato “Foundation for a living Baltic Sea”) il Mar Baltico sarebbe uno dei mari più inquinati a livello mondiale, trovandosi ad affrontare problematiche di grande rilievo per quanto riguarda la sopravvivenza dell’ecosistema marino come l’eutrofizzazione (l’eccessiva densità di nutrienti), l’esaurimento dell’ossigeno, la presenza di sostanze pericolose e la mancanza di biodiversità. Con circa 2mila navi che operano in questa regione su base continua, il Mar Baltico risulta purtroppo destinatario di una grande quantità di acque di scarico, così come di rifiuti di cibo che vengono regolarmente versati in mare dalle navi. Quando si pensa alla questione ambientale correlata al settore dello shipping ci si concentra maggiormente sulla produzione di emissioni di CO2 da parte delle navi e sulla necessità di trovare una soluzione appropriata per ridurre o addirittura azzerare queste ultime.

La ricerca di carburanti alternativi e quella di nuove forme di alimentazione delle unità costituiscono gli argomenti all’ordine del giorno sui tavoli dedicati alla sostenibilità ambientale dello shipping. Questioni di primaria importanza, tuttavia le unità cargo non hanno un impatto negativo solamente sull’atmosfera che le circonda ma anche sulle acque nelle quali si trovano a navigare. Sfortunatamente scaricare il liquame non trattato in mare non risulta ancora un’azione illegale, nonostante nel Mar Baltico questa operazione sia stata proibita a tutte le navi passeggeri a partire da quest’anno.

Ecco perché il Baltic Sea Action Group ha voluto proporre una soluzione sostenibile che consenta alle navi di scaricare il liquame una volta in porto, dove viene appositamente trattato e convertito in energia rinnovabile: con un perfetto esempio di economia circolare, i “rifiuti” prodotti dalle navi cargo vengono trasformati in carburante alternativo destinato al traffico marittimo. Numerose istituzioni e aziende stanno lavorando affinché questo processo possa essere realizzabile in tutte le sue fasi, dalla raccolta e il trasporto fino al meccanismo di conversione.

I rifiuti che vengono scaricati presso il porto di HaminaKotka, il più grande general port della Finlandia, vengono raffinati, trasportati presso un impianto per la produzione di biogas e trasformati in carburante. Le navi passeggeri nell’area hanno volontariamente scaricato liquame presso il porto per anni: è arrivato il momento che facciano lo stesso anche le unità cargo. Secondo quanto sostiene il Baltic Sea Action Group, tutti i rifiuti prodotti dalle navi in transito nel Mar Baltico dovrebbero essere recuperati. Il secondo step, ovvero quello che consiste nella trasformazione del liquame in biocarburante, costituisce probabilmente una delle modalità più sostenibili per favorire la riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dal trasporto marittimo.

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