Cessione di Oto Melara, i sindacati: “No a decisioni adottate contro l’interesse del Paese”

“Le dichiarazioni dell’amministratore delegato dimostrano invece ancora una volta l’intenzione di sbarazzarsi della nostra business unit al solo scopo di fare cassa, senza nessun progetto industriale né strategico"

Lavoratori della ex Oto Melara

di LAURA IVANI

La Spezia – «Come è possibile che un’azienda, dove lo Stato è azionista di riferimento, non segua le indicazioni del governo e agisca in contrasto con l’interesse strategico del Paese?».

A chiederselo sono le Rsu Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm della Leonardo Business Unit Sistemi Difesa. I rappresentanti sindacali del sito della Spezia, ex Oto Melara, esprimono sconcerto per le parole dell’amministratore delegato Alessandro Profumo che in un intervento sulla stampa tedesca ha sottolineato come con Knds, la holding franco-tedesca cui si paventa la cessione della Business Unit, ci sia sempre stato «un rapporto molto solido e costruttivo. Dal mio punto di vista – ha detto Profumo - saremmo il partner ideale per loro».

I sindacati sottolineano che Oto Melara e Wass non hanno mai avuto rapporti con l’azienda concorrente per i veicoli terrestri. «Le dichiarazioni dell’amministratore delegato – proseguono - dimostrano invece ancora una volta l’intenzione di sbarazzarsi della nostra Bu al solo scopo di fare cassa, senza nessun progetto industriale né strategico».

Ad aumentare la preoccupazioni le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Knds Frank Haun in merito al carro europeo Mgcs il quale sostiene debba essere realizzato da un’unica azienda, quella tedesca.

Cgil, Cisl e Uil ricordano che recentemente la politica spezzina e regionale, oltre ai parlamentari, si sono espressi contro la vendita di Oto Melara.

«Come è possibile che l’amministratore delegato continui a parlare di cessione di un’azienda strategica come la Bu Sistemi di Difesa, anche se mascherata da collaborazione, in contrasto alle indicazioni dell’azionista, cioè il governo, e senza garanzie sulla sovranità tecnologica dell’Italia? Come Rsu siamo consapevoli che il futuro della Difesa guarda all’Europa, ma non è possibile diventare dipendenti da società estere per tecnologie che possediamo e sulle quali siamo in grado di competere alla pari. Chiediamo alla politica e al governo di difendere le nostre competenze e le nostre tecnologie, che non vengano cedute a società estere che hanno interesse solamente ad eliminare un concorrente, con l’applicazione del Golden Power».

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