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la lectio magistralis

Merlo: “L’Italia pensi a un ministero della Transizione marittima”

Per l’ex presidente del porto di Genova laurea honoris causa in Management engineering

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Luigi Merlo

 

“Per affrontare le grandi sfide bisogna partire dai dati fondamentali. È necessario mappare le aree costiere più vulnerabili, i porti che tra 50 anni saranno meno accessibili per l’innalzamento del mare e l’incremento dei fenomeni atmosferici e marini, le strade e le ferrovie costiere che dovranno resistere alla crescente violenza dei fenomeni naturali”.

E’ un passaggio della lectio magistralis tenuta da Luigi Merlo che ha ottenuto la laurea honoris causa in “Management engineering” all’Università del Salento.

"Una politica logistica seria dovrebbe immaginare già adesso un assetto nuovo, coniugando le previsioni prospettiche oggi disponibili, e affidabili, con le numerose innovazioni ingegneristiche e trasportistiche, attraverso l’individuazione e l’organizzazione di aree logistiche a basso rischio. Considerando il ruolo delle nostre coste, sarebbe inoltre fondamentale ragionare sul concetto stesso di demanio: non per mettere in discussione l’inalienabilità del sedime, che deve restare tale, bensì per comprendere che il bene demaniale come è stato considerato negli ultimi secoli – salvo qualche eccezione – cioè in senso statico e immutevole, andrà soggetto a profondi e continui mutamenti che determineranno nuovi assetti normativi, a partire dalla rivisitazione del Codice della Navigazione”.

"Un altro importante fattore da considerare sono le prospettive demografiche, ormai ben consolidate. Registriamo già adesso gravi carenze di figure professionali; una situazione destinata a trasformarsi in vera e propria emergenza nei prossimi 10 anni. Come avennuto nel settore marittimo, i paesi europei che vorranno garantire l’operatività della logistica e dei trasporti, ma anche delle funzioni digitali fondamentali a partire dalla cyber security, dovranno dotarsi di nuove professionalità, guardando quindi con più attenzione e in prospettiva diversa a una politica migratoria governata e programmata. Fa riflettere, in proposito, la recente scelta di Germania e Francia di realizzare centri di formazione per l’autotrasporto in Asia e Nord Africa. È proprio l’Africa la grande opportunità che si apre per il nostro Paese. Lo stiamo toccando con mano, in questo periodo, sul fronte dell’energia. Ma l’Africa diventerà centrale anche per l’integrazione produttiva e per il reperimento di forza lavoro”.

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