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Cold ironing, a Genova l’obiettivo è tagliare le emissioni del 25%

“La transizione ecologica è una condizione necessaria per essere un porto competitivo. I porti Genova e Savona sono i due scali italiani che hanno finora elettrificato di più in Italia.”: così il presidente dell’Autorità di sistema del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini

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La "Msc Seaview" nel porto di Genova

 (ansa)

Genova - “La transizione ecologica è una condizione necessaria per essere un porto competitivo. I porti Genova e Savona sono i due scali italiani che hanno finora elettrificato di più in Italia. A inizio 2023 partiremo con i lavori al polo passeggeri sia a Savona che a Genova”: è questa la road map tracciata dal presidente dell’Autorità di sistema del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, sulle opere di elettrificazione nello scalo.

Obiettivo, l’abbattimento del 25% delle emissioni prodotte dal porto entro il 2025, come ricordato dalla stessa Authority presentando quest’autunno il primo bilancio di sostenibilità dell’ente. Ora tutti gli sforzi sono concentrati sull’area passeggeri: “Stiamo lavorando alacremente per portare avanti il progetto del cold ironing nei porti di Genova e Savona - conferma il Responsabile unico del procedimento, Davide Sciutto -. Questo è un percorso che ci vede protagonisti in Europa e in Italia, con la realizzazione del primo impianto di cold ironing importante nell’area delle Riparazioni navali, già in esercizio dal 2018. Un altro importante passo per la realizzazione del cold ironing è stato fatto nel Terminal di Pra’– l’impianto è già realizzato e collaudato – e ora siamo partiti con un altro importante impianto nel Terminal Crociere e traghetti di Genova, che darà la possibilità di alimentare le navi da terra, eliminando l’emissione dei fumi e abbattendo le emissioni acustiche in questo importante polo crocieristico e di terminal traghetti italiano che si trova in adiacenza al tessuto cittadino urbano. Un impianto da un importo importante, 20 milioni di euro, e innovativo dal punto di vista sia tecnologico che amministrativo”.

A ottobre l’Authority ha assegnato alla Nidec Asi la progettazione esecutiva e i lavori per l’elettrificazione di sei accosti per navi da crociera e traghetti, che potranno così spegnere i motori in sosta: “Per i nostri porti di domani abbiamo scelto tre parole chiave: connected, green e smart ports – dice Signorini – e sono parole che riflettono le priorità strategiche del nostro lavoro: accessibilità via mare e via terra, transizione energetica, innovazione e digitalizzazione. Questi sono i pilastri su cui vogliamo costruire un sistema portuale più robusto e ben integrato, con l’industria e i mercati italiani ed europei, dove gli operatori possono investire per sviluppare il loro business e portare nuove attività e ricchezza, ma anche un sistema armonicamente inserito nel territorio, in grado di contribuire positivamente alla tutela dell'ambiente ed al contrasto dei cambiamenti climatici”.

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