«Schettino provò a salvare i passeggeri»

Grosseto - Lunedì toccherà all’avvocato Pepe chiedere una pena inferiore rispetto a quella chiesta dalla procura. La parte finale dell’arringa è slittata proprio perché il difensore più tecnico,Donato Laino, si è attardato a dimostrare come il comandante si sia prodigato per portare in salvo l’equipaggio e i passeggeri

di Paolo Crecchi (inviato)

Grosseto - Lunedì toccherà all’avvocato Domenico Pepe, principe del foro napoletano, chiedere per Francesco Schettino una pena inferiore e non i 26 anni e tre mesi conteggiati dalla procura.

La parte finale dell’arringa è slittata proprio perché il difensore più tecnico, Donato Laino, si è attardato a dimostrare come il comandante – colpevole del naufragio, ovvio – si sia prodigato per portare in salvo l’equipaggio e i passeggeri, ma sia stato tratto in inganno dagli errori dei suoi ufficiali e del timoniere, peraltro rilevati dalla scatola nera.

«Per giustificare la richiesta di una pena così alta», ha detto Laino, «il pubblico ministero dovrebbe dimostrare non solo che Schettino ha sbagliato, ma che una condotta alternativa non avrebbe provocato neanche una vittima». Difficile. Secondo la difesa il comandante ha dato l’ordine di abbandono nave non in ritardo, come sostiene la procura, ma dopo aver «ben ponderato la situazione, perché come si sa la scialuppa di salvataggio più sicura è la nave medesima».

Certo: l’errore del timoniere ha portato a una sbagliata considerazione del punto d’impatto, «che si pensava più a poppa», e quindi a un rapido sbandamento della Concordia. Laino ha insistito sul comportamento del comandante in seconda, Roberto Bosio, che aveva compiti precisi (era lui il responsabile dell’equipaggio) ed è stato prosciolto: «Ognuno su una nave ha il suo compito, non è che se il medico di bordo opera un passeggero e quello muore ci va di mezzo il comandante…». Schettino, colto da un accesso di febbre alta, ieri ha disertato l’aula. Tornerà lunedì e martedì per la conclusione dell’arringa e per le repliche. La sentenza, probabilmente, mercoledì.

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