Amianto negli elicotteri militari, gli indagati sono cinquanta

Torino - Salgono da una dozzina a una cinquantina gli indagati per disastro colposo dalla procura di Torino.

Torino - Salgono da una dozzina a una cinquantina gli indagati per disastro colposo dalla procura di Torino sui rischi provocati dalla presenza di amianto negli elicotteri delle Forze Armate. Ai dirigenti ed ex dirigenti della Agusta Westland in carica tra gli anni Novanta e il 2013 si sono aggiunti dirigenti ed ex dirigenti della Piaggio nel medesimo periodo. Indagati anche responsabili tecnici delle due compagnie costruttrici e funzionari ed ex funzionari dell’ufficio ministeriale che si occupa degli acquisti dei mezzi. Il pm Raffaele Guariniello, che conduce l’inchiesta aperta ormai da due anni, imputa agli esponenti delle aziende la mancata o tardiva comunicazione della presenza del pericoloso materiale all’interno dei velivoli e ai funzionari pubblici l’avere impartito prescrizioni alle stesse compagnie senza averne poi accertato l’applicazione e i risultati.

Il caso esplose nel 2013, quando gli organi di informazione diedero conto di un carteggio tra l’Agusta Westland e il Ministero della Difesa, da cui emergeva che gli elicotteri dell’Esercito, della Marina Militare, dell’Aviazione, dei Carabinieri, della Polizia e del Corpo Forestale furono assemblati con parti - guarnizioni, pastiglie dei freni; tubi, rotori, ruote, condotte - contenenti amianto. Il numero delle persone potenzialmente esposte al pericolo di malattie gravissime e incurabili, fra piloti, manutentori e componenti degli equipaggi, sarebbe enorme anche se è tuttora in fase di accertamento, come anche il numero preciso di mezzi contaminati. I velivoli incriminati vennero costruiti prima del 1992, quando entrò in vigore la legge che vietava l’uso del minerale killer, e questo scagiona i dirigenti in carica prima di quella data. Quelli venuti dopo, invece, avrebbero dovuto comunicare alle Forze Armate la presenza di amianto a bordo degli elicotteri, gli eventuali rischi legati a essa e le istruzioni per un corretto uso e una corretta manutenzione.

A complicare ulteriormente il quadro investigativo (e ad aggravare la posizione di alcuni indagati) il fatto che è stato accertato, tramite esami effettuati dai tecnici dell’aviazione, che i componenti sostitutivi installati, dopo l’inizio della bonifica dal 2013 in poi, su alcuni mezzi della Agusta Westland in sostituzione di quelli realizzati in amianto contengono a loro volta il pericoloso minerale.

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