La Russia finanzia le industrie a Nord per presidiare l'Artico / FOCUS

La Gazprom ha già pianificato la realizzazione di un enorme impianto dedicato alla produzione di prodotti plastici – polietilene e polipropilene – nella penisola di Yamal

Il presidente Vladimir Putin

di Elisa Gosti

Mosca - La Russia punta sulle regioni artiche. La nuova legge fiscale di Putin mette le basi per una massiccia industrializzazione della Russia settentrionale. Il governo russo, infatti, sta pianificando un taglio delle tasse sugli investimenti dedicati ai progetti artici. Petrolio offshore, gas naturale liquefatto e settore petrolchimico beneficeranno presto, quindi, di riduzioni delle imposte. Il cambiamento climatico e la protezione ambientale non sono state le questioni primarie di cui si è discusso nell’ultima “Russian Arctic Commission”. Il meeting, che si è svolto presso la Atomflot, nella base nucleare di Murmansk, ha seguito tutt’altra agenda. I ministri russi, le agenzie e le compagnie di Stato si sono riuniti nella città artica per definire e concordare le modalità per sostenere l’estrazione di risorse naturali nei territori del nord del paese. Secondo le stime del governo, il nuovo regime tributario porterebbe una quota di nuovi investimenti nell’ artico russo pari a 216 miliardi di dollari nei prossimi 15 anni. Tra le nuove prospettive per la regione, sostengono i ministri, ci sarà anche lo sviluppo del settore petrolchimico.

“Abbiamo creato un sistema bilanciato di preferenze – ha dichiarato il presidente della Arctic Committee e vice Primo Ministro Yuri Trutnev, sottolineando che la nuova legge fiscale sull’ artico garantirà a cinque categorie progettuali di godere di più ampi tagli fiscali – Tra queste troviamo i progetti petroliferi offshore, la produzione di gas naturale liquefatto, il settore petrolchimico e l’estrazione mineraria”. Molto soddisfatti certamente i più grandi estrattori di risorse naturali del paese. La Gazprom ha già pianificato la realizzazione di un enorme impianto dedicato alla produzione di prodotti plastici – polietilene e polipropilene – nella penisola di Yamal. La proposta di legge – come spiega lo stesso Trutnev – è stata approvata dal Parlamento e sarà esecutiva nel primo trimestre del 2020.

La legge avrà validità fino al 2035 e sostituirà un vecchio provvedimento del 2008. Secondo quanto sostengono all’unanimità addetti ai lavori, ministri e dirigenti del settore è assolutamente necessario un nuovo sistema fiscale che agevoli gli sviluppatori di risorse naturali. In particolare la nuova legge prevede una riduzione delle tasse del 5% sulla produzione di petrolio offshore nei primi 15 anni, così come una deduzione del 50% sull’esplorazione delle piattaforme. Inoltre è previsto un azzeramento delle tasse relative alla produzione di gas naturale liquefatto e prodotti petrolchimici nei primi dodici mesi dei muovi progetti. Anche i nuovi progetti onshore nella Russia artica orientale potranno godere di un azzeramento delle tasse sulla produzione, includendo anche la penisola di Taymyr, l’area in cui Rosneft e il suo partner Neftegazholding hanno localizzato i maggiori piani di sviluppo. “Le aziende che vogliono beneficiare della detassazione devono registrarsi presso le rispettive regione artiche e investire un minimo di 10 milioni di rubli in nuovi progetti e nuovi settori - spiega Aleksandr Kozlov, ministro dell’estremo oriente e dell’ artico – Inoltre la nuova legislazione permette alla regione di stabilire free trade zone che includano importazioni tax-free di attrezzature ed esportazione di prodotti processati”.

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