La “X-Press Pearl” e gli altri incendi: in mare sempre più merci a rischio

Genova - Il 3 gennaio 2019, 198 container vanno in fumo nell’incendio sulla “Yantian Express” al largo delle Bermuda. Il 29 gennaio, incendio a bordo della “Olga Maersk” in rotta da Panama a Cartagena, Colombia

di Francesco Margiocco

Genova - Il 3 gennaio 2019, 198 container vanno in fumo nell’incendio sulla “Yantian Express” al largo delle Bermuda. Il 29 gennaio, incendio a bordo della “Olga Maersk” in rotta da Panama a Cartagena, Colombia. Il 31 gennaio, la Guardia costiera vietnamita riesce a domare il fuoco al largo di Vung Ro. Il 14 febbraio, tre container bruciano sulla “ER Kobe”, in viaggio da Haiphong a Qingdao, in Cina.

Il 10 marzo la “Grande America”, nave roll-on/roll-off del gruppo Grimaldi, comincia a prendere fuoco al largo di Finistère, Bretagna; i 27 membri dell’equipaggio devono abbandonarla prima che affondi, due giorni dopo, nel Golfo di Biscaglia. L’epilogo della X-Press “Pearl”, inghiottita il 2 giugno scorso dall’Oceano indiano al largo di Colombo, Sri Lanka, con i suoi 1.486 container e dopo un incendio durato 12 giorni, è un film già visto troppe volte.

L’ultima statistica di dettaglio pubblicata nel settembre 2020 dall’Agenzia della sicurezza marittima europea, Emsa, ci dice che pur essendo diminuiti gli incidenti totali di navi portacontainer (-23%), sono cresciuti (+27%) quelli dovuti ad incendio. I numeri del trasporto e delle produzioni mondiali, suggeriscono che il problema potrebbe peggiorare: «Oggi sono circa 60 milioni i container che, ogni giorno, vanno in giro ognuno per mediamente 10 viaggi all’anno», ricorda Mario Dogliani, ex responsabile ricerca e sviluppo del Rina, ora a capo di una fondazione, Sdg4Med, che promuove lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo.

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