Navi e ambiente, non è più tempo di bluff / EDITORIALE

L’EDITORIALE DI GIORGIO CAROZZI PER LA RIVISTA TTM/TECNOLOGIE TRASPORTI MARE

di GIORGIO CAROZZI

Genova - Emissioni dei gas effetto serra, diffusione dei pesticidi nell’acqua, siccità record nel Sudafrica, scomparsa del merluzzo bianco, violenza degli uragani, scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia... E’ solo una parte del quotidiano bollettino di guerra, un attacco feroce all’ambiente che non ha precedenti nella storia universale.

Ai meccanismi del danno ambientale non può sottrarsi il mondo dello shipping. E infatti per gli armatori il conto alla rovescia per mettere a norma le navi è scattato da qualche tempo: la bolletta sarà salata, ma è impensabile e inaccettabile che lo shipping non si collochi in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente. Del resto la scadenza è vicina, ma solo pochi hanno già deciso che cosa fare. Le nuove regole sulle emissioni delle navi adottate dall’IMO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che governa lo shipping, comporteranno nel 2020 l’abbattimento del tenore di zolfo nel carburante utilizzato dal limite attuale del 3,5% allo 0,5%. La norma adottata nel 2008 è chiara ma finora l’orientamento prevalente è stato quello dell’attesa. Da un lato c’è chi chiede altre analisi realistiche sull’effettiva applicabilità delle nuove regole del gioco, dall’altro ci si interroga sull’impatto che le restrizioni avranno sul naviglio attualmente in forza e sulle modalità più corrette per rispettare i limiti. Alcuni armatori, soprattutto i più grandi e aperti alla competizione internazionale, hanno deciso da tempo che la via da seguire è quella delle eco-ships, varando ingenti programmi di rinnovamento delle flotte. L’orientamento più prudente di altri, si è tradotto invece nel ricorrere a tecnologie tipo scrubber, per le quali sembra ormai comprovata la non convenienza per i costi elevati e perché riducono l’efficienza della propulsione.

Nessuno, in ogni caso, potrà permettersi di bluffare. E’ urgente avviare un percorso che comporti il totale rispetto, nella competizione internazionale, dei vincoli stabiliti dall’IMO. In alcune aree, le cosiddette Emission Control Areas (ECA) che comprendono le coste degli USA, Nord Europa e Asia (ma non il Mediterraneo) le emissioni ridotte sono già realtà. Controllare che su queste tratte costiere le regole vengano applicate non è facile, anche se si possono utilizzare strumenti come i droni per l’analisi dei fumi delle navi. Ma ad oggi non esistono soluzioni praticabili per la sorveglianza in mare aperto e il rischio di concorrenza sleale è altissimo.

L’aumento del costo del carburante a basso contenuto di zolfo sarà sostanziale: secondo le stime della Organization for Economic Cooperation and Development (OECD) per il solo settore del trasporto container la bolletta per il carburante pulito sarà più salata per una cifra superiore ai 15 miliardi di dollari l’anno. Di fronte ad un così pesante aumento dei costi, vista la difficoltà dei controlli, la tentazione di barare sarà grande.

Una possibile soluzione per evitare che ciò accada, è stata introdotta lo scorso luglio con un emendamento dal Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO, che ha stabilito che le navi non potranno acquistare carburanti con contenuto di zolfo superiore allo 0,5%, a meno che non siano dotate di scrubber o altre tecnologie simili. In questo modo la responsabilità di eventuali violazioni sarà estesa anche al fornitore del bunker, che rischierà la licenza di vendita dei prodotti.

Ma la realtà è che a poco tempo dall’introduzione della nuova normativa, le compagnie che si sono concretamente attrezzate per rispettare i limiti delle emissioni sono pochissime. L’unica soluzione, alla fine, sarà quella dell’acquisto di carburante con minore contenuto di zolfo, mentre l’eventuale utilizzo di gas o sistemi misti sarà limitato. La logica del profitto ad ogni costo è ancora Vangelo: per molti imprenditori, purtroppo, la protezione dell’ambiente è considerata un optional, un costo aggiuntivo e non una necessità inderogabile. Ma le nuove regole dovranno essere rispettate da tutti con controlli capillari e le sanzioni per gli inadempienti si annunciano essere severissime.

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