Inquinare di più? Londra più libera con la Brexit

Londra - Nonostante sia impegnata nelle trattative per la Brexit,la Gran Bretagna continua nella sua azione di pressione presso le istituzioni europee, nel tentativo di modificare le norme comuni a proprio vantaggio. Una pratica che in passato Londra ha ampiamente utilizzato in campo finanziario

di Marco Frojo

Londra - Nonostante sia impegnata nelle trattative per la Brexit, la Gran Bretagna continua nella sua azione di pressione presso le istituzioni europee, nel tentativo di modificare le norme comuni a proprio vantaggio. Una pratica che in passato Londra ha ampiamente utilizzato in campo finanziario, applicandola questa volta a quello ambientale. Il Regno Unito, supportato da Spagna e Polonia, sta riuscendo a far passare una riduzione dei limiti di emissioni nocive degli impianti a biomassa alimentati a legna, uno dei combustibili più inquinanti visti i suoi alti residui (anidride carbonica e cenere, senza ovviamente dimenticare il contributo attivo che gli alberi vivi danno alla riduzione della CO2).

Nel dettaglio la Gran Bretagna è riuscita a far alzare significativamente - da 20 a 75 megawatt - la potenza delle centrali a legno escluse dal rispetto di determinati criteri di efficienza energetica. La novità è contenuta nella revisione della direttiva sulle energie rinnovabili presentata a dicembre; il provvedimento deve però ancora ricevere l’approvazione del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio, un iter che potrebbe richiedere almeno un anno di lavori. Se la nuova norma passasse, quasi tutti gli impianti a biomassa presenti in Gran Bretagna verrebbero esclusi dagli obblighi di efficienza.

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