La Cina prova a vendere una Belt and Road Initiative “verde”

Genova - Una “BRI” (Belt and Road Initiative) sempre più verde e sostenibile. È quanto ha dichiarato di volere il presidente cinese Xi Jimping.

di Elisa Gosti

Genova - Una “BRI” (Belt and Road Initiative) sempre più verde e sostenibile. È quanto ha dichiarato di volere il presidente cinese Xi Jimping, individuando questa soluzione come un aspetto imprescindibile perché il progetto possa stimolare il commercio globale e l’integrazione. La comunicazione mediatica della Belt and Road Initiative si è focalizzata soprattutto sugli standard ambientali necessari sulla “cintura” terrestre. Ma esiste tutta un’altra questione, della quale i media hanno parlato molto meno, che concerne l’altra metà di questo mega-progetto globale – la cosiddetta “Via della Seta” del ventunesimo secolo – nella quale sono coinvolte le aziende cinesi e che vede operazioni in 42 porti in 34 paesi.

In un mondo in cui l’80% del commercio internazionale è trasportato via mare, la Cina gioca un ruolo fondamentale nel “ripulire” e rendere eco-friendly le attività marittime. Il supporto di Pechino è stato cruciale per l’adozione dei target Imo (International Maritime Organization) che impongono una diminuzione – in pratica un dimezzamento - delle emissioni di gas serra entro il 2050. L’accordo è stato siglato nell’aprile del 2018 da oltre 100 stati membri dell’Imo.
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