Bureau Veritas: "Il Vlsfo non inquina più del bunker Hsfo"

Lo studio di Bureau Veritas si basa su migliaia di test. Secondo Charlotte Rojgaard, capo del team di Verifuel (società che fa capo a Bureau Veritas) che monitora il combustibile navale, i campioni di Vlsfo analizzati mostrano che nessuno ha un contenuto di aromatici maggiore rispetto a quelli di Hsfo

Lo shipping si interroga sulla qualità del carburante sul mercato

di Alberto Ghiara

Genova - «Il combustibile a basso tenore di zolfo (Vlsfo) non produce più gas serra di quello ad alto tenore (Hsfo)»: la società di classifica francese Bureau Veritas contesta i risultati della ricerca tedesco-finlandese che aveva messo a rumore il mondo dello shipping internazionale, proprio mentre questo sta cercando di far quadrare i conti con le normative ambientali. E lo fa presentando un nuovo studio che assolve il Vlsfo, mostrando che questo tipo di carburante non conterrebbe livelli di composti aromatici, che provocano l’emissione di gas serra, superiori a quelli dell’Hsfo. Lo studio di Bureau Veritas si basa su migliaia di test. Secondo Charlotte Rojgaard, capo del team di Verifuel (società che fa capo a Bureau Veritas) che monitora il combustibile navale, i campioni di Vlsfo analizzati mostrano che nessuno ha un contenuto di aromatici maggiore rispetto a quelli di Hsfo. «Le miscele di Vlsfo testate finora - spiega Rojgaard - sono generalmente più aromatiche in natura che paraffiniche, con un ampio ventaglio di viscosità». Lo studio di Bureau Veritas sostiene che poche miscele di Vlsfo hanno un contenuto aromatico superiore a quelle di Hsfo e rafforza le tesi di chi difende il combustibile a basso contenuto di zolfo. Questa settimana l’argomento sarà all’ordine del giorno della sottocomissione dell’Imo sulla prevenzione e contrasto dell’inquinameno.

E’ anche in vista di questo appuntamento che i risultati del precedente rapporto tedesco-finlandese hanno avuto larga eco internazionale. Il primo rapporto era stato redatto dall’Agenzia federale tedesca per l’ambiente, in collaborazione con un’altra società di classifica, Dnv-Gl, e con il produttore di motori marini Man. I risultati mostravano che i campioni di Vlsfo testati, contenenti fra il 70 e il 95 per cento di composti aromatici, producevano fra il 10 e l’85 per cento di emissioni di gas serra in più rispetto all’Hsfo. Il dibattito sulle caratteristiche dei Vlsfo è seguito con attenzione dagli operatori, perché incide sulle spese che stanno sostenendo gli armatori per adeguarsi alle norme internazionali sulle emissioni navali. Chi ha puntato sul Vlsfo non ha investito nell’adeguamento dei motori e punta sulla riduzione del prezzo del combustibile pulito. In effetti, dopo i picchi dei primi giorni dell’anno, il prezzo è sceso, ma lo spread con quello dell’Hsfo è ancora intorno ai 200 euro. Secondo Dnv-Gl, il 2019 ha visto un picco di investimenti in sistemi di propulsione che utilizzano combustibile alternativo a quello tradizionale, sia esso Hsfo o Vlsfo. Gli ordini di navi a gas naturale liquefatto sono triplicate rispetto alla media del periodo 2016-2018, toccando quota 100. «Per il gnl - afferma Dnv-Gl - il punto di svolta, atteso da tempo, sembra finalmente raggiunto. la tendenza è verso navi sempre più grandi con un maggiore consumo di combustibile, e molte di queste saranno utilizzate nel commercio globale». Quello che ancora manca, secondo il rapporto, è una rete di distribuzione per il gnl come combustibile navale. Si tratta di una lacuna che può influire soprattutto sulle rotte transoceaniche. Tuttavia anche il gnl è sotto osservazione. Una ricerca di The International Council on Clean Transportation (Icct), pur riconoscendo che il gnl riduce del 25 per cento le emissioni di anidride carbonica, avverte che produce però emissioni di metano, che è un altro gas causa di effetto serra. Un altro sistema di propulsione in forte crescita sono le batterie.

Le navi dotate di batterie in attività o in costruzione nel mondo sono 390. Di queste, 183 sono per il trasporto di passeggeri o di automobili. Nel 2019 sono stati invece ancora pochi gli oridni per unità a idrogeno. Assieme a nuovi tipi di combustibile navale, nel 2019 è cresciuto anche l’utilizzo degli scrubber, per chi non vuole abbandonare il vecchio Hsfo. Dnv-Gl ha aggiunto lo scorso anno 1.200 navi che si sono dotate di scrubber. Il numero complessivo ha così raggiunto le 3.881 unità, fra navi operative e in cantiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA