Avviate le prime demolizioni di “navi rifiuto” a Genova / VIDEO

"Il grosso del lavoro è stati ripreso a inizio 2019 - spiega Alberto Battaglini, capo reparto tecnico amministrativo della Capitaneria di Porto - quando, come Autorità Marittima, abbiamo dato impulso alle istituzioni interessate, Autorità di Sistema Portuale e Agenzia delle Dogane, per arrivare a chiudere la problematica di queste navi rifiuto”

Genova, approvata la demolizione delle navi-rifiuto in porto

Genova - Genova si conferma, ancora una volta, modello per la portualita del mediterraneo e dopo l'opera di demolizione della Concordia i cantieri di San Giorgio del Porto, unico cantiere italiano iscritto nei registri europei per lo shipping recycling, faranno la prima demolizione di una nave seguendo le nuove normative europee. Un'attività che ha permesso di chiudere, dopo 15 anni, la vicenda di due "navi rifiuto" che erano nel porto di Genova e che, oltre a occupare spazi strategici, avevano creato anche qualche problema di sicurezza. In bacino, quindi, assieme alla Mar Grande, che è stata invece avviata alla demolizione dall'armatore, sono andate la Sentinel, un cargo di 80 metri, battente bandiera dell'isola Comore, che era stato sequestrato nel 2007 per immigrazione clandestina e affidato all'agenzia delle dogane per essere avviato alla demolizione, e la Theodoros, nave tanker di 63 metri battente bandiera panamense che, dopo il sequestro per debito, era stata abbandonata in porto da armatore e equipaggio. Le tre navi sono all'interno di uno dei bacini di carenaggio dove in circa tre mesi saranno demolite e i materiali saranno avviati al riciclaggio. "Il grosso del lavoro è stati ripreso a inizio 2019 - spiega Alberto Battaglini, capo reparto tecnico amministrativo della Capitaneria di Porto - quando, come Autorità Marittima, abbiamo dato impulso alle istituzioni interessate, Autorità di Sistema Portuale e Agenzia delle Dogane, per arrivare a chiudere la problematica di queste due navi rifiuto. Abbiamo lavorato in sinergia dai bandi di gara fino alla sicurezza ambientale e della navigazione e, nonostante negli anni siano cambiate le normative, siamo riusciti in circa due anni a vedere l'avvio della demolizione".

L'operazione ha un forte valore simbolico perché rappresenta l'avvio di un tipo di attività che può portare nuovo lavoro a Genova. "Questa attività è in fase di crescita - spiega Ferdinando Garrè, amministratore delegato di San Giorgio del Porto - e potrà portare volumi di lavoro e, di conseguenza, assunzioni e altre ricadute positive sulla città". Un'operazione che ha una forte valenza ambientale perché le stime sono quelle di una percentuale di riciclaggio dei materiali superiori all'87%, la percentuale di recupero della Concordia.

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