La Convenzione di Montego e la sfida del clima

Si è chiuso oggi a Venezia, nell’Isola di San Servolo, il convegno “Mare liberum, mare clausum. Quarant’anni dalla Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare”, promosso dalla Venice International University assieme all’Istituto di Studi militari marittimi della Marina militare

Venezia - Si è chiuso oggi a Venezia, nell’Isola di San Servolo, il convegno “Mare liberum, mare clausum. Quarant’anni dalla Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare”, promosso dalla Venice International University assieme all’Istituto di Studi militari marittimi della Marina militare e l’Università Ca’ Foscari, per celebrare il 40esimo anniversario dalla firma della “Convenzione delle Nazioni unite sul Diritto del mare” (Unclos), il trattato internazionale che dal 1982 fissa il quadro normativo di riferimento per regolamentare le principali materie marittime e definire i diritti e le responsabilità degli Stati nell’utilizzo di tutti i mari del mondo. In apertura della mattina di lavori, moderata dall’ambasciatore Umberto Vattani, è stato trasmesso un video messaggio di Miguel de Serpa Soares, Sottosegretario generale agli affari legali e consigliere legale delle Nazioni Unite, che ha ricordato quanto sia importante una migliore interpretazione di alcune norme della Convenzione Unclos alla luce delle sfide climatiche di questo secolo.

Giuseppe Nesi, membro della Commissione di diritto internazionale dell’Onu e ordinario di diritto internazionale all’Università di Trento, ha sottolineato come “l’innalzamento dei mari sia un tema all’ordine del giorno anche sul tavolo dell’Onu da diversi anni. Questo problema ha implicazioni fondamentali di carattere giuridico, sociale ed economico non solo per le piccole isole che potrebbero scomparire, ma anche per l’umanità intera, e Venezia è il luogo ideale per dare ampia risonanza a tali questioni.” Olivier Poivre d’Arvor, inviato speciale del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron per la Salvaguardia degli Oceani, ha condiviso tutti i punti sollevati nel corso del convegno e l’urgenza di prendere in considerazione i temi del cambiamento climatico, biodiversità ed economia blu, senza ulteriori ritardi, evidenziando il rapporto vitale tra i mari e le popolazioni che vi si affacciano.

Nel corso della mattina sono intervenuti anche Stefano Zanini, capo del Servizio per gli Affari giuridici del Contezioso diplomatico e dei trattati del ministero degli Esteri, il sottosegretario di Stato alla Difesa Giorgio Mulè, e Fabio Trincardi, del Centro nazionale per le Ricerche. La mattinata di lavori si è conclusa con la condivisione della Dichiarazione di Venezia “The Venice Statement on Unclos and sustainability” che ha l’obiettivo di interpretare in modo più attuale la “Convenzione del mare” alla luce delle sfide globali contemporanee, focalizzandosi in particolar modo su cinque punti: cambiamenti climatici e innalzamento del livello dei mari, biodiversità, blue economy, cablaggi sottomarini, salvaguardia dei diritti umani in mare. Con l’auspicio finale che Venezia possa divenire in futuro la sede mondiale per i negoziati internazionali sulle frontiere marittime, con l’isola di San Servolo quale sua sede operativa.

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