Il porto targato Cosco riparte dal 5g di Nokia

A settembre di quell’anno Cosco Shipping Ports ha acquisito per 42 milioni di euro una quota di controllo del locale terminal Apm, il Csp Zeebrugge Terminal, da un milione di teu l’anno, che fino a quel momento faceva capo alla società terminalistica del gruppo Maersk

Il porto di Zeebrugge

di Alberto Ghiara

Genova - Con l’entrata in funzione delle rete 5g realizzata da Nokia, il porto di Zeebrugge consolida il proprio rilancio. Lo scalo belga è stato fino ai primi anni 2000 uno dei porti per container minori del Nord Europa, mantenendo però una propria vitalità almeno fino al 2010, quando movimentò 26,4 milioni di tonnellate di traffico containerizzato su un totale dello scalo di 49,6 milioni di tonnellate. La crisi economica, ma soprattutto l’accelerazione del gigantismo navale, con il riposizionamento delle maggiori compagnie in poche alleanze concentrate soltanto su alcuni porti, hanno visto un progressiva marginalizzazione dello scalo, con il traffico containerizzato che è calato fino a 15,4 milioni di tonnellate nel 2017, su un totale dello scalo di 37,1 milioni di tonnellate. In pratica, quasi tutta la perdita di traffico di Zeebrugge negli ultimi 10 anni si deve alla fuga delle navi portacontenitori, mentre il traffico dei rotabili ha retto, passando da 12,8 milioni di tonnellate nel 2010 a 15 milioni nel 2017.

La svolta per lo scalo è arrivata alla fine del 2017, con l’arrivo degli investimenti cinesi. A settembre di quell’anno Cosco Shipping Ports ha acquisito per 42 milioni di euro una quota di controllo del locale terminal Apm, il Csp Zeebrugge Terminal, da un milione di teu l’anno, che fino a quel momento faceva capo alla società terminalistica del gruppo Maersk (Cosco era socio di minoranza dal 2014 con il 24%): «Il legame fra Cosco Shipping Ports e Cosco Shipping Lines - affermò in quell’occasione Joachim Coens, allora amministratore delegato dello scalo - offre finalmente un’opportunità per aumentare il traffico container a Zeebrugge. C’è un forte sostegno commerciale in questa operazione dal gruppo Cosco».

Un anno dopo la presenza cinese si è ulteriormente rafforzata con l’investimento da 85 milioni di euro del gruppo Lingang per realizzare un parco logistico da 30 ettari nella Zona logistica marittima del porto di Zeebrugge. Il parco ha l’obiettivo di diventare punto di riferimento per l’arrivo di componenti, merce refrigerata e traffico generato dal commercio elettronico dalla Cina all’Europa occidentale. A sua volta, la società logistica olandese Eurotown ha siglato un accordo con Lingang per fare di Zeebrugge una piattaforma per le esportazioni dal Nord Europa. Questo attivismo è stato segnalato dal un centro di ricerca Clingendael China dell’Aia, in un rapporto del dicembre 2019, secondo cui gli investimenti di Pechino mirano a creare una maggiore influenza politica sull’Unione europea. Il Clingendael stima che Cosco detenga il 90% del terminal container Csp. Zeebrugge ha però ambizioni che vanno al di là della presenza cinese, che negli ultimi due anni ha fatto soprattutto da volano al rilancio dello scalo.

È significativo che per creare la propria rete di 5g, una tecnica per le telecomunicazioni senza fili superveloci che in quasi tutto il mondo è sinonimo di Cina e dell’azienda cinese Huawei, i manager belgi si siano invece rivolti alla multinazionale finlandese Nokia, anch’essa in pieno rilancio dopo aver passato alcuni anni di stasi. Nokia ha inaugurato la prima fase della rete, che riguarda soprattutto attività di contorno a quella portuale, per la connessione con rimorchiatori, centraline contro l’inquinamento, telecamere di sicurezza e sensori di banchina. Da metà 2020 entrerà a regime la seconda fase, che riguarderà più direttamente la connessione delle attività all’interno del porto. Saranno attivi cento punti di connessione in tutto lo scalo.

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