Un robot di Ansaldo Nucleare ripulirà la vecchia centrale di Caorso

Con un giro d’affari di 80 milioni, 160 addetti in Italia e 250 nel Regno Unito (90% l’incidenza dei laureati sull’organico), Ansaldo Nucleare e il suo patrimonio di conoscenza tecnologica si rivelano ancora una volta preziosi per il mercato del decommissioning

di Gilda Ferrari

Genova - È firmato Ansaldo Nucleare il nuovo robot utilizzato nelle operazioni di smantellamento della centrale nucleare di Caorso, in provincia di Piacenza. A valle di un lavoro di progettazione e realizzazione che ha impegnato ingegneri e tecnici per circa 40 mila ore, la controllata di Ansaldo Energia ha dato alla luce un robot in grado di movimentare 2.000 dei 5.600 fusti di scorie radioattive stoccati nell’area del più grande impianto nucleare italiano. Il decommissioning della centrale di Caorso, avviato nel 1999, è gestito da Sogin e prosegue tutt’ora. Il completamento della bonifica del sito è fissato al 2030. Con un giro d’affari di 80 milioni, 160 addetti in Italia e 250 nel Regno Unito (90% l’incidenza dei laureati sull’organico), Ansaldo Nucleare e il suo patrimonio di conoscenza tecnologica si rivelano ancora una volta preziosi per il mercato del decommissioning. «La società - spiega l’ad Francesco Maestri - lavora sullo smantellamento, sul service e sulla fusione. L’ideale sarebbe che ciascuno di questi segmenti pesasse per un terzo sul giro d’affari, non sempre è così. In Italia il decommissiong procede a rilento, ma le nostre competenze ci permettono di guardare anche ai mercati tedesco e spagnolo, promettenti per il prossimo futuro. Il service ci arriva dall’estero, dall’Europa soprattutto, siamo impegnati in processi di ammodernamento delle centrali in diversi Paesi, dall’Argentina alla Romania. Nel segmento fusione abbiamo alcune commesse in corso su Iter, e guardiamo con attenzione al nuovo progetto di Enea ed Eni». Ansaldo Nucleare ha partecipato al decommissioning di tutte le centrali nucleari italiane. Oggi è coinvolta sugli impianti di Trino, Latina e del Garigliano: «Offriamo soluzioni ai problemi - dice Maestri - perché ogni situazione è nuova e richiede interventi mirati».

L’ultima soluzione si chiama Machine Retrieval System: il robot progettato per Caorso è entrato in azione all’inizio dell’anno, le operazioni sono state rallentate dall’emergenza Covid, ma la ripresa è attesa a breve. La società genovese lavora per Sogin in partnership con Javys, azienda slovacca che ha il compito di accogliere i fusti in arrivo dall’Italia per poi stabilizzarli, incenerirli e condizionarli nell’impianto di Jaslovské Bohunice. I fusti di Caorso sono 5.600 in tutto, rappresentano il 90% del materiale contaminato del sito, 2.000 saranno gestiti dal robot guidato in remoto. Ogni fusto è cilindrico, pesa circa 300 chilogrammi, è lungo un metro e ha un diametro di 70 centimetri: contiene componenti della centrale (stabilizzati in resina). I 2.000 fusti sono stoccati in magazzini speciali, simili a loculi: la loro movimentazione e trasferimento su camion doveva avvenire senza la presenza di personale a causa della pericolosità. La squadra di Genova ha dunque creato un robot capace di muoversi in spazi stretti, afferrare i fusti con una forza tale da non farli cadere ma nemmeno romperli, poggiarli su un carrello e quindi trasportarli dal camion. Il robot ha una base di 2 metri per tre, è alto 10 metri e pesa 10 tonnellate: recupera, verifica, imballa e sigilla i fusti. Una delle particolarità della macchina sono le braccia, capaci di allungarsi diversi metri per afferrare, uno alla volta, i fusti posizionati lungo la profondità dei loculi. La guida in remoto avviene con un doppio sistema operativo, attivabile in caso di guasto. L’operazione di trasferimento dei fusti sarà completata non prima del 2022, gli invii alla Javsy sono scaglionati per lasciare il tempo di trattare i materiali nel sito di Jaslovské Bohunice. Ansaldo Energia, che controlla il 100% di Ansaldo Nucleare, ha comunicato intanto il perfezionamento degli accordi di rimodulazione del debito con le banche: 450 milioni in scadenza a fine 2023 con facoltà di estendere al 2025, più nuove linee di credito per 339,8 milioni per gestire l’operatività e i nuovi ordini.

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