Biogas dai rifiuti, la nuova frontiera del gruppo Carnival è tutta italiana / IL CASO

A fine luglio è stato installato nella discarica Srt di Novi Ligure un impianto che produce bio-Gnl sfruttando i gas prodotti dalla frazione organica dei rifiuti urbani

di Alberto QUARATI

Genova - Nel 2016 Carnival, primo gruppo crocieristico mondiale, comprò Ecospray, facendo della società di Alzano Scrivia uno dei primi produttori globali di scrubber, catalizzatori per le ciminiere delle navi, giocandosela contro colossi come Wärtsilä. L’azienda però era nata con l’obiettivo di sviluppare tecnologie di depurazione del gas. Così, «in questi mesi di lockdown - spiega Franco Porcellacchia, Vice-President del gruppo Carnival e responsabile Innovazione sostenibile e delle infrastrutture di Costa Crociere - abbiamo provato a investire su fonti alternative per la produzione di questo combustibile. Con Ecospray abbiamo sviluppato una tecnologia che ci permette di ricavare gas naturale liquefatto dai rifiuti organici. Chiarisco, è una sperimentazione, e anche quando avremo la possibilità di produrre volumi di gas più alti, difficilmente potremmo arrivare a soddisfare la domanda di una grande nave. Ma creare un mix tra carburanti di origine fossile e origine bio, questo sì: perché si tratta sempre dello stesso prodotto. Stessa composizione chimica di base. Cosa significa? Il gas che sarà bruciato sulla nave sarà ancora più verde, perché almeno una sua parte proverrà da fonte rinnovabile».

Così a fine luglio è stato installato nella discarica Srt di Novi Ligure un impianto che produce bio-Gnl sfruttando i gas prodotti dalla frazione organica dei rifiuti urbani, ma che teoricamente può funzionare anche con acque di depurazione e scarichi degli impianti agricoli: «In pratica - spiega Porcellacchia - abbiamo fatto un passo in più rispetto alla tecnologia, già diffusa, che produce il biometano, rendendo liquido questo combustibile, portandolo a una temperatura tra 170 e 180 gradi sotto lo zero, stoccandolo e trasportandolo verso i centri di distribuzione». L’impianto di Novi produrrà una tonnellata al giorno di bio-Gnl, e dal prossimo mese sarà commercializzato in un distributore di Voghera per i camion. In breve, a Novi sarà prodotta una tonnellata al giorno di bio-Gnl. Si tratta di un impianto sperimentale che consente di mettere a punto la tecnologia e quindi sviluppare l’impianto stesso con l’obiettivo di superare le 10 tonnellate giornaliere. Prima del coronavirus, per gli armatori il 2020 era l’anno dell’adeguamento alla normativa internazionale sulle emissioni inquinanti delle navi. Le restrizioni sui contenuti di zolfo nei fumi hanno spinto tutte le società a investire in scrubber, carburanti puliti e navi alimentate gas. Su questo fronte Carnival ha scommesso forte sull’Italia, con la controllata genovese Costa che al momento ha in flotta due unità a Gnl (“Costa Smeralda” e “AidaNova” del marchio tedesco Aida) e un’altra in arrivo nel 2021, “Costa Toscana”. —

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