Intelligenza artificiale, automazione, trasporto smart: le spedizioni attirano investimenti

A livello internazionale il settore dedicato alla spedizione delle merci ha un valore complessivo pari a 199 miliardi di dollari, che secondo le stime è destinato a crescere ulteriormente.

di Elisa Gosti

Con le filiere produttive e distributive costantemente sotto pressione a causa dei malfunzionamenti dovuti alla pandemia, il settore delle spedizioni, negli ultimi due anni, è diventato uno dei più bollenti per quanto riguarda l’avvio di nuove start-up e l’innovazione di impresa.

 

A livello internazionale il settore dedicato alla spedizione delle merci ha un valore complessivo pari a 199 miliardi di dollari, che secondo le stime è destinato a crescere ulteriormente. I dati dell’ultimo periodo sono molto confortanti. A novembre dello scorso anno, lo spedizioniere digitale tedesco Forto ha raccolto altri 50 milioni di dollari in un giro di negoziazioni portato avanti dalla società di investimenti ceca Inven Capital. Ad aprile di quest’anno il transitario digitale statunitense Nuvocargo ha ricevuto una somma pari a 12 milioni di dollari per la digitalizzazione del settore. A maggio l’inglese Zencargo, grazie ad una piattaforma dedicata all’attività di spedizione, ha raccolto 42 milioni di dollari. La stessa cosa è successa ad altre importanti realtà nel corso degli ultimi mesi fino alle scorse settimane, quando un’altra società britannica, Vector.ai, che aiuta a migliorare la produttività degli spedizionieri attraverso una piattaforma di intelligenza artificale, ha raccolto nel suo primo giro tra gli investitori 15 milioni di dollari, sostenuta dalla società Usa Bessemer Venture Partners.

Allo stato attuale Vector pianifica di accelerare i suoi piani di espansione internazionale con un sistema automatizzato dedicato agli spedizionieri. Il problema che la stessa Vector sta evidenziando è questo: gli spedizionieri perdono moltissimo tempo nell’effettuazione di numerose attività amministrative ripetitive, tempo che potrebbero invece più efficientemente dedicare ad attività con più alto contenuto professionale. Vector.ai sostiene che, grazie alla propria piattaforma, i compiti amministrativi potrebbero essere completamente automatizzati, rendendo più efficiente l’attività delle aziende del settore. Al momento tra i clienti di Vector.ai sono inclusi la svizzera Fracht, la cingalese Efl, la giapponese nnr Global Logistics, i gruppi statunitensi Scarbrough e Steam Logistics, oltre all’australiana Navia Freight e un’altra decina tra le più importanti società di spedizioni internazionali: «La gran parte degli impiegati attivi nel settore utilizza la maggior quota del proprio tempo di lavoro per comunicare con i numerosi soggetti che sono coinvolti nel processo della spedizione e per coordinare la movimentazione della merce e la relativa documentazione necessaria - spiega James Coombes, co-fondatore e Ceo di Vector.ai -. La comunicazione perlopiù si svolge attraverso l’invio di messaggi di posta elettronica e relativi allegati.

Il volume delle merci che viaggiano nel mondo continua a crescere e se consideriamo anche il lavoro aggiuntivo che può derivare da eventi come l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea e i malfunzionamenti legati alla pandemia, come ad esempio la chiusura dei porti cinesi, occorre rilevare che gli spedizionieri si trovano ad affrontare problemi complessi quali il ridimensionamento dei loro operativi, le questioni salariali e pesanti ritardi nelle consegne. Per questo motivo non possono permettersi di perdere tempo con processi di basso livello. Per supportarli abbiamo creato un’apposita tecnologia che renderà possibile l’automazione delle attività basilari». Per Mike Droesch, partner della Bessemer Venture, «Vector.ai è una delle prime aziende di riferimento in questo settore a focalizzarsi sull’automazione dei flussi di lavoro e su strumenti di digitalizzazione. Ha costruito un prodotto intuitivo e centrato sull’attività di spedizione, che è già stato sperimentato e valutato come vincente dai più importanti operatori a livello internazionale».

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