Macron: “Trenta miliardi per rilanciare l'industria francese”. Grande spazio all’idrogeno

Focus anche sul nucleare. "L'obiettivo numero uno - ha dichiarato il presidente - è che entro il 2030 emergano in Francia reattori nucleari di piccola taglia, innovativi, con una migliore gestione delle scorie".

Emmanuel Macron

Parigi - Restituire alla Francia il suo ruolo di grande potenza industriale: questa l'ambizione di Emmanuel Macron, che a sei mesi dalle elezioni presidenziali del 2022 ha presentato in pompa magna un piano da 30 miliardi di euro per fermare una volta per tutte il processo di deindustrializzazione che da anni attanaglia il Paese.

Dinanzi alla concorrenza mondiale, Parigi cerca dunque di tornare a guardare in grande, scommettendo su industria green e innovazione, senza dimenticare il nucleare, storico fiore all'occhiello dell'industria d'Oltralpe. "Dobbiamo aumentare la capacità dell'economia francese di crescere attraverso l'innovazione", in particolare per continuare a "finanziare il nostro modello sociale", ha dichiarato Macron dopo la proiezione di un filmato in cui venivano ripercorse le tappe dell'innovazione industriale transalpina: dal celebre TGV, il treno ad alta velocità che la Francia introdusse per prima in Europa, agli aerei da caccia Rafale, al nucleare, al Concorde. La crisi sanitaria, ha osservato il presidente nel discorso di circa due ore dinanzi ad un parterre di circa duecento industriali riuniti all'Eliseo, "ci ha fatto toccare con mano la nostra vulnerabilità" e la "nostra dipendenza dall'estero". Basti pensare alla penuria di mascherine durante la pandemia o l'incapacità della Francia di trovare un vaccino contro il coronavirus nonostante un 'big Pharma' come Sanofi.

"Dobbiamo ricostruire i termini di una indipendenza produttiva francese ed europea"; ha avvertito, insistendo sulla "imperiosa necessità di accelerare gli investimenti pubblici che creano crescita e occupazione". Dei 30 miliardi annunciati per i prossimi cinque anni, 8 sono destinati al settore energetico. La Francia intende costruire, tra l'altro, "due gigafactory" per diventare "leader dell'idrogeno verde" nel 2030, il che permetterà la "decarbonizzazione dell'industria", ha assicurato Macron, insistendo sulla necessità di "investire massicciamente" per contribuire ad un'industria meno inquinante. Ha citato, in particolare, l'industria dell'acciaio, del cemento e della produzione chimica, che hanno bisogno di idrogeno verde per sostituire le energie fossili, come anche "l'alimentazione di camion, bus, treni e aeroplani".

Focus anche sul nucleare. "L'obiettivo numero uno - ha dichiarato il presidente - è che entro il 2030 emergano in Francia reattori nucleari di piccola taglia, innovativi, con una migliore gestione delle scorie". Tra gli obiettivi del piano di investimento 'Francia 2030', anche l'esplorazione di vasti fondali marini, a circa 4.000-6.000 metri di profondità. Economisti e industriali hanno accolto positivamente il piano '2030' ma restano vigili sul mondo in cui verrà messo in pratica. Le opposizioni, invece, partono all'attacco, criticando un'iniziati va dal sapore "elettorale" con l''approssimarsi del voto. Su Twitter, la candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, ironizza sul fatto che Macron voglia volersi farsi rieleggere "ad ogni costo" mentre il candidato della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon, si scaglia contro una "ennesima giornata di propaganda macronista".

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