Moretto (Fedespedi): “Sui temi della sostenibilità vogliamo lasciare il campo ai giovani”

“Con il Pnrr sono già stati stanziati oltre 700 milioni di euro per elettrificare le banchine dei porti italiani: si tratta di investimenti che in Italia non sono ma stati fatti negli ultimi anni, a differenza di altri Paesi europei”

Silvia Moretto

«A livello internazionale - spiega Silvia Moretto, presidente di Fedespedi - le compagnie di navigazione si stanno già da tempo muovendo per ridurre le emissioni inquinanti e lo stanno facendo seguendo le disposizioni indicate dall’Organizzazione marittima internazionale (Imo) che sono già in vigore da gennaio del 2020. Attraverso parametri più rigorosi imposti per le emissioni di zolfo e la continua accelerazione globale verso un futuro a basse emissioni di carbonio, l’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di abbattere le emissioni inquinanti prodotte dalle navi. Nel nostro settore il dibattito sulla sostenibilità ambientale è molto accesso e sentito anche per il fatto che è prevista, a livello mondiale, una costante crescita del traffico merci via mare da qui ai prossimi anni».

Quali sono le nuove opportunità che possono arrivare dal Pnrr? Che cosa vi aspettate?

«Con il Pnrr sono già stati stanziati oltre 700 milioni di euro per elettrificare le banchine dei porti italiani: si tratta di investimenti che in Italia non sono ma stati fatti negli ultimi anni, a differenza di altri Paesi europei che si sono mossi decisamente con maggiore anticipo rispetto a noi. Diciamo - prosegue la presidente degli spedizionieri . che dopo il Pnrr non potranno più esserci alibi e non potremmo più dire che non sono stati previsti finanziamenti adeguati in questo ambito. Si tratta insomma di un’occasione irripetibile che non possiamo lasciarci scappare per nessun motivo».

Politiche verdi: gli spedizionieri marittimi sono pronti alle nuove sfide imposte per ridurre le emissioni inquinanti?

«Sappiamo bene l’importanza che, anche nel nostro settore, hanno le politiche eco-sostenibili non solo per il presente ma anche e soprattutto per il nostro futuro. Proprio per questo motivo, crediamo che riflessioni e progetti su come l’intera categoria debba agire debbano arrivare soprattutto dai più giovani. L’emergenza coronavirus ormai ha chiarito come sia vitale il tema della sostenibilità e forse oggi lo abbiamo più chiaro di prima. Gli spedizionieri sono i committenti dei soggetti che determinano l’impatto ambientale nei trasporti e nella logistica. La nostra categoria genera un fatturato di oltre 15 miliardi di euro l’anno - circa il 20% del fatturato italiano dell’intero settore dei trasporti e della logistica - impiega circa 50 mila addetti e dà il proprio determinante contributo all’industria italiana della logistica, che incide per il 9% sul prodotto interno lordo del Paese e attrae investimenti privati per sei miliardi di euro».

Cosa avete deciso di fare?

«Abbiamo affidato a Fedespedi Giovani, il gruppo giovani spedizionieri della nostra associazione, il compito di avviare una serie di riflessioni sul tema da presentare poi, per una discussione più approfondita, al Consiglio direttivo di Fedespedi. Gli spedizionieri non gestiscono direttamente la fase del trasporto, ma sono essenziali nella sua organizzazione e il tema della sostenibilità li trova quindi pienamente coinvolti. Non abbiamo un controllo diretto su queste attività, ma come Fedespedi sentiamo l’obbligo di creare una sensibilità su questo tema anche nella nostra categoria. Il nostro gruppo giovani è una squadra di lavoro di professionisti al di sotto dei 35 anni che ha proprio l’obiettivo di portare idee nuove all’interno di Fedespedi e di trovare una chiave innovativa per raccontare la categoria, focalizzando attenzione, energie e competenze su innovazione, formazione e comunicazione digitale. Tra questi temi c’è proprio quello che riguarda le politiche eco-sostenibili che possono essere messe in pratica da tutti i nostri associati».

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