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"Lavoratori economiabili, ma ora chiudiamo": Wartsila cancella la produzione dei motori in Italia

La decisione comunicata alla Rsu questa mattina: "Vogliamo concentrare la produzione in Finlandia". Giorgetti convoca i vertici della multinazionale, tra i maggiori costruttori di motori marini nel mondo. A casa 450 persone, a rischio 400 persone dell'indotto

A. Qua.
2 minuti di lettura
(ansa)

Trieste - Il gruppo Wartsila, uno dei principali costruttori di motori marini al mondo, ha reso noto questa mattina che intende procedere con la centralizzazione della produzione delle unità a quattro tempi a Vaasa, in Finlandia, fermando quindi l’attività produttiva del sito di Bagnoli della Rosandra di Trieste. La chiusura dell’attività produttiva del sito triestino comporta una ricaduta in termini occupazionali di 451 addetti su circa 970 occupati dell’impianto oltre che sull’attività di numerose ditte esterne. Il risparmio sui costi annuali totali stimato è di circa 35 milioni di euro entro il 2025 e i costi di trasformazione associati dovrebbero essere di circa 130 milioni di euro, di cui l’impatto sul flusso di cassa è di circa 75 milioni di euro: “Il confronto tra l’azienda, le istituzioni e le organizzazioni sindacali – fanno sapere dall’azienda - avrà luogo nei termini e con le modalità di legge. La strategia di gruppo prevede il costante monitoraggio della capacità produttiva per garantire che l’efficienza operativa rimanga sempre competitiva. Nel corso degli anni il gruppo ha continuamente consolidato la propria presenza produttiva e con la nuova organizzazione europea, e ora stiamo compiendo il passo successivo per rafforzare la nostra competitività e creare una struttura in grado di garantire una crescita futura”.

“L’Italia e Trieste continueranno a essere molto importanti per Wartsila in molte aree, perché miriamo a dare forma alla decarbonizzazione delle industrie marine ed energetiche - così afferma il presidente e amministratore delegato della Wartsila, Hakan Agnevall -. Nelle difficili circostanze degli ultimi anni, i nostri dipendenti a Trieste hanno svolto un lavoro encomiabile. Tuttavia dobbiamo centralizzare la nostra impronta manifatturiera in Europa per migliorare ulteriormente la nostra competitività”. “In futuro - aggiunge Roger Holm, presidente della divisione Marine Power di Wartsila - il nostro sito a Trieste si concentrerà su attività di ricerca e sviluppo, vendite, project management, sourcing, servizi e formazione. Nello sviluppo delle future soluzioni sostenibili per le industrie marine ed energetiche, stiamo studiando le possibilità di futuri investimenti a Trieste legati allo sviluppo della tecnologia per combustibili sostenibili”. Le modifiche ora pianificate, “non influiranno sul portafoglio di motori di Wartsila e i livelli di servizio e l’impegno nei confronti dei clienti rimarranno. La catena di fornitura rimarrà sostanzialmente com’è oggi, compresi i nostri fornitori italiani, garantendo il mantenimento della competitività della nostra catena di fornitura”.

“Siamo sorpresi e molto irritati per la decisione ingiustificata e scorretta di Wartsila che improvvisamente ha comunicato la chiusura della linea produttiva a Trieste. Mi sono confrontato questa mattina con il ministro finlandese Ville Skinnari, anche lui all’oscuro di tutto. Ho già disposto l’immediata convocazione dei vertici della società per spiegazioni sul loro comportamento anche alla luce del fatto che la società finlandese aveva avviato proprio con il Mise una negoziazione per chiudere un accordo di innovazione -. Così il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che ricorda che già due mesi fa avesse convocato i vertici di Wartsila insieme al governatore Massimiliano Fedriga per monitorare la situazione -. In quella come in altre occasioni l’azienda finlandese ha sempre smentito qualunque dismissione assicurando un rinnovato interesse anche alla luce degli strumenti che il Mise aveva messo a disposizione”. I lavoratori dello stabilimento si sono riuniti questa mattina in presidio davanti allo stabilimento dopo l’annuncio da parte della multinazionale finlandese di voler cessare l’attività all'interno del sito produttivo. Per oggi è stato proclamato uno sciopero: “Quando il capo del personale chiama le Rsu alle 8.30 del mattino e consegna una comunicazione rispetto alla procedura di chiusura della parte produttiva con tanto di esuberi, la reazione non può che essere quella”, osserva il segretario territoriale della Fiom Cgil, Marco Relli.

In mattinata le Rsu hanno incontrato il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè. In serata, annuncia Relli, “ci sarà il coordinamento nazionale che deciderà le azioni da intraprendere, con il coinvolgimento di Rsu, segretari territoriali e coordinatori nazionali”. Al presidio ha partecipato anche il personale di ditte esterne, aggiunge il sindacalista, “anche perché ai 451 esuberi dichiarati dall’azienda, si possono stimare altri 400 relativi all’indotto”. In mattinata i lavoratori sono stati raggiunti anche dall'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, e dal presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti. Durante il presidio, riferisce Relli, “non ci sono stati blocchi al passaggio dei camion, ma i camionisti vedendo i lavoratori non hanno provato ad accedere e sono andati via”.

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