Ilva Genova, sciopero contro la Cig
sospeso per il decreto sul coronavirus

Il gruppo vuole mettere in cassa integrazione 130 lavoratori da fine marzo. Fim, Fiom e Uilm incontreranno il Prefetto domani. I tre segretari: «Va tolta dal tavolo l'arma del ricatto della cassaintegrazione»

Corteo dei lavoratori dello stabilimento di Genova di ArcelorMittal

Genova - Fim, Fiom, Uilm di Genova hanno deciso di sospendere l'assemblea, lo sciopero e il corteo dei lavoratori di ArcelorMittal di Cornigliano in programma domani contro l'ipotesi dell'azienda che prevede la cassa integrazione per 13 settimane, per 130 lavoratori su un totale di mille.

La decisione è stata presa alla luce delle misure previste nel nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri per arginare l'espandersi del Covid-19. ArcelorMittal aveva negato ai lavoratori la possibilità di riunirsi in assemblea per evitare i contagi da coronavirus, ma il sindacato aveva detto che i dipendenti si sarebbero comunque riuniti alle 7 davanti alla fabbrica. Ora la protesta è sospesa. Le segreterie hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto per rappresentargli questa scelta ma anche per chiedere di intervenire nei confronti di Mittal per chiedere il ritiro dell'apertura del procedimento di cassa integrazione. «Tutti devono essere responsabili, non solo i lavoratori ed il sindacato. Non è accettabile che le assemblee vengano negate: va tolta dal tavolo l'arma del ricatto della cassa integrazione», dicono i segretari Alessandro Vella (Fim), Bruno Manganaro (Fiom) e Antonio Apa (Uilm).

 

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