Mattioli (Confindustria): "L'economia del mare propulsore del Paese, non fermiamola"

"Sono convinta che moltissime attività debbano essere messe in condizione di ripartire: la cantieristica, per esempio, un settore che in Italia occupa 800mila persone, ha la fortuna di poter lavorare all'aperto o in grandi capannoni, così come le operazioni logistiche sui piazzali portuali"

Il porto di Savona

Roma - «In Liguria è radicata l'economica del mare, che è uno dei grandi propulsori del Paese. Sono convinta che moltissime attività debbano essere messe in condizione di ripartire: la cantieristica, per esempio, un settore che in Italia occupa 800mila persone, ha la fortuna di poter lavorare all'aperto o in grandi capannoni, così come le operazioni logistiche sui piazzali portuali». Così Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria, in un'intervista al quotidiano Il Secolo XIX sulla ripartenza del mondo produttivo nella fase due, dopo l'emergenza coronavirus. «Il sistema confindustriale le sta affiancando e aiutando moltissimo. Il problema è un altro: la velocità nell'attuazione dei provvedimenti», ha proseguito parlando del sostegno alle aziende in difficoltà a gestire la fase emergenziale. Alla domanda se l'azione del governo sia soddisfacente Mattioli risponde: «In parte lo è, a patto che non passi troppo tempo tra la decisione e l'azione. E che si smetta di approvare un decreto al giorno, spesso in conflitto con le decisioni delle Regioni. A questo punto si opti per un maxi-decreto che tenga dentro tutto, perché siamo davvero esausti».

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