Petrolio, c'è l'accordo sul taglio di 10 milioni di barili

«Il Covid-19 è una bestia invisibile cha sta travolgendo tutto sulla sua strada», ha detto il Segretario Generale dell'Opec, Mohammed Barkindo, durante la riunione dell'Opec+. «I fondamentali della domanda e dell'offerta» nel mercato petrolifero «sono terribili»

Una raffineria a nord di Bassora

Vienna - Un taglio di 10 milioni di barili di petrolio al giorno per i prossimi due mesi per cercare di stabilizzare un mercato affossato dal coronavirus. Questa la bozza d'intesa dell'Opec+ riunitosi oggi in videoconferenza, secondo cui l'Arabia Saudita taglierà la sua produzione di quattro milioni di barili al giorno mentre la Russia di due e con tutti i membri d'accordo per una riduzione del 23%. Il Presidente Usa Donald Trump nei giorni scorsi ha fatto pressione affinché l'Opec+ arrivasse ad una intesa ma spiegando anche che la produzione record degli Stati Uniti si ridurrà «automaticamente» in base alla domanda di mercato. Mosca però chiede che Washington faccia di più. «La nostra posizione è chiara: la Russia è a favore di azioni coordinate congiunte nell'interesse della stabilizzazione del mercato globale dell'energia», ha detto il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov e per raggiungere l'obiettivo «occorre aumentare il numero di Paesi in quest'operazione», ha sottolineato il ministro russo dell'Energia, Alexander Novak, durante la videoconferenza, spiegando che a causa dell'emergenza coronavirus l'attività economica a livello globale si è ridotta «significativamente» e la domanda del petrolio è crollata di 10-15 milioni di barili al giorno. Secondo le stime di alcuni analisti la domanda di greggio sarebbe calata addirittura di 35 milioni di barili al giorno.

«Il Covid-19 è una bestia invisibile cha sta travolgendo tutto sulla sua strada», ha detto il Segretario Generale dell'Opec, Mohammed Barkindo, durante la riunione dell'Opec+. «I fondamentali della domanda e dell'offerta» nel mercato petrolifero «sono terribili», ha aggiunto, spiegando che il calo della domanda nel secondo trimestre potrebbe aggirarsi «intorno ai 12 milioni di barili al giorno». L'intesa ha però spento la fiammata del petrolio sui mercati internazionali perché un taglio di 10 milioni di barili al giorno non è considerato sufficiente per stabilizzare il mercato e arginare la discesa delle quotazioni. Secondo il responsabile dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), Fatih Birol, si tratta solo di «un buon inizio» ed occorre «fare di più». E così il greggio Wti e Brent dopo aver segnato un balzo superiore al 10%, raggiungendo rispettivamente un picco di 28,3 dollari al barile e 36,4 dollari, hanno ripiegato e terminato gli scambi in netto calo a 22,76 dollari (-9,3%) e 32,13 dollari (-2,4%). Il petrolio da inizio anno ha perso il 50% ed i prezzi sono tornati sui minimi di 18 anni fa. Per domani è intanto previsto un G20 straordinario dei ministri dell'energia per facilitare il «dialogo globale e la cooperazione per assicurare mercati dell'energia stabili e un'economia globale più forte», come annunciato dalla presidenza saudita del G20. L'incontro si terrà sempre in video conferenza.

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