Contrabbando di sigarette e Cialis: arrestato un ufficiale della Marina, quattro ai domiciliari

Marco Corbisiero è finito in carcere, in virtù dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal brindisino Vittorio Testi, su richiesta dei pm Giuseppe De Nozza e Alfredo Manca e con il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Negro

Brindisi - Con accuse a vario titolo di contrabbando di sigarette e del farmaco Cialis, di imbarco arbitrario di merci di contrabbando su una nave militare, di peculato d'uso, di istigazione alla corruzione e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e falso, sei persone, di cui 5 militari della Marina italiana, sono state sottoposte a misure cautelari (uno in carcere, quattro ai domiciliari, uno con obbligo di dimora).
Per gli inquirenti di Brindisi, è Marco Corbisiero, ufficiale tecnico della Marina Militare, che nel 2018 era a capo del team di ripristino della nave Caprera, l’uomo chiave del contrabbando di sigarette e Cialis, utilizzando proprio la Caprera in viaggio da Tripoli verso Brindisi. Corbisiero è finito in carcere, in virtù dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal brindisino Vittorio Testi, su richiesta dei pm Giuseppe De Nozza e Alfredo Manca e con il coordinamento del procuratore aggiunto Antonio Negro. L’ufficiale avrebbe fatto figurare finte spese per il ripristino della nave, che nel 2018 era stata prestata dalla Marina italiana a quella libica per il contrasto dell’immigrazione clandestina nell’ambito dell’operazione Mare sicuro; con false fatture, avrebbe costituito una provvista di denaro utilizzata per comprare a Tripoli sigarette e Cialis, un farmaco analogo al viagra. A produrre la false fatture sarebbe stata la Altikka For Service, società libica riconducibile a un ufficiale della Guardia costiera libica, Ben Abulad Hamza, finito ai domiciliari, che viene considerato la controparte di Corbisiero nell’attività corruttiva.

Il trasporto illegale delle merci sarebbe poi avvenuto con l’ausilio di Roberto Castiglione, Antonio Filogamo e Antonio Mosca (agli arresti domiciliari), che facevano parte dell’equipaggio. Mentre Mario Ortelli, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma, che all’epoca era in servizio alla Base militare di Taranto, avrebbe avuto il compito di trasportare lì i prodotti di contrabbando. Sia i farmaci che i tabacchi avrebbero dovuto essere rivenduti tra personale della Marina e anche all’esterno. «C’è stata grande collaborazione da parte della Marina militare e dell’Ambasciata italiana a Tripoli» nel corso delle indagini sul contrabbando di sigarette e farmaci, effettuato nel luglio 2018 tramite la nave militare Caprera da Tripoli verso Brindisi. una collaborazione sottolineata dalla procura di Brindisi, guidata da Antonio De Donno. Le indagini sono state svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Brindisi (comandato dal colonnello Gabriele Gargano) e dalla Sezione Tutela economia dello stesso gruppo (diretta da Agostino Taurino), con l’ausilio della Capitaneria di porto e dei carabinieri. Gli accertamenti sono scattati dopo il sequestro di 774 chilogrammi di tabacchi e farmaci, avvenuto il 15 luglio 2018 a Brindisi. La nave aveva viaggiato da Tripoli verso l’Italia senza fare scali intermedi.

Con accuse a vario titolo di contrabbando di sigarette e del farmaco Cialis, di imbarco arbitrario di merci di contrabbando su una nave militare, di peculato d'uso, di istigazione alla corruzione e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e falso, sei persone, di cui 5 militari della Marina italiana, sono state sottoposte a misure cautelari (uno in carcere, quattro ai domiciliari, uno con obbligo di dimora).

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