Cdp entrerà nella nuova Autostrade per l'Italia solo dopo la quotazione / FOCUS

Le date per la firma delle due intese, quella tra Atlantia e il governo che prevede, alla fine, l'uscita della famiglia Benetton dalla gestione delle autostrade, e il Memorandum of understanding tra la holding e Cdp ancora non sono fissate

Roma - Nessuna statalizzazione. Cdp farà il suo ingresso nel capitale della nuova Autostrade per l'Italia solo quando la società sarà scorporata da Atlantia e sarà quotata in Borsa. Una pura operazione di mercato, insomma, che avverrà nei tempi stabiliti dagli accordi da siglare nei prossimi giorni con il governo, ma nel rispetto delle leggi e dello statuto che vincolano la Cassa. Mentre sale la pressione degli investitori stranieri, in particolare il fondo Tci, critici sulla exit strategy concordata tra l'esecutivo e la holding dei Benetton per chiudere il dossier prima dell'inaugurazione del nuovo ponte di Genova, Cdp invia ad Altantia la bozza di memorandum che dovrà siglare con la stessa società, in cui si delinea un piano diverso da quello ventilato nei giorni scorsi, di un ingresso per step della stessa cassa e degli eventuali ulteriori nuovi soci: l'ingresso sarà contestuale all'Ipo e di conseguenza, sottolineano fonti vicine al dossier, il prezzo delle azioni lo farà il mercato e sarà lo stesso che pagherà Cdp per sottoscrivere l'aumento di capitale.

Le date per la firma delle due intese, quella tra Atlantia e il governo che prevede, alla fine, l'uscita della famiglia Benetton dalla gestione delle autostrade, e il Memorandum of understanding tra la holding e Cdp ancora non sono fissate. Si era parlato di domani, ma di certo si slitterà di qualche giorno anche per consentire di rivedere termini e tempi dell'operazione. Il memorandum, inviato da via Goito e ora all'esame dei vertici di Atlantia, prevede che tutta l'operazione avvenga in un unico momento: scissione di Aspi da Atlantia con contestuale quotazione in Borsa e aumento di capitale a prezzo dell'Ipo per l'ingresso di Cdp, che garantirà così risorse fresche per la nuova società. Sempre in sede di Ipo, avverrà l'ingresso di tutti gli altri soci. Tra le manifestazioni di interesse che sarebbero già arrivate, ci sono quelle del fondo australiano Macquarie, di Blackstone, del Qatar. Sul fronte degli investitori italiani si sarebbero fatti avanti Poste Vita e le Casse di previdenza private dei professionisti.
La valutazione degli asset e il prezzo di Aspi, in questo nuovo schema, saranno stabiliti dal mercato e non ex ante. Come ha ribadito il ceo di Tci Christopher Hohn in una intervista al Messaggero, «il valore di Aspi è di 11-12 miliardi e non si possono penalizzare i soci esteri con operazioni al ribasso». La proposta del fondo inglese era proprio quella di uno spin-off diretto sul mercato insieme a una vendita diretta di una partecipazione di Edizioni a una platea ampia di investitori, inclusa Cdp, in modo da garantire «un processo trasparente ed equo per tutti gli investitori».

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