Deficit e Pil, le nuove stime alla base della manovra da 40 miliardi / IL CASO

Un crollo del Pil del 9% per quest'anno, con un rimbalzo che il prossimo anno vedrà la crescita attestarsi al 6%. Ma anche un deficit che dal 10,8% di quest'anno sarà portato il prossimo anno dal 7% programmatico rispetto al 5,7% tendenziale

Roma - Un crollo del Pil del 9% per quest'anno, con un rimbalzo che il prossimo anno vedrà la crescita attestarsi al 6%. Ma anche un deficit che dal 10,8% di quest'anno sarà portato il prossimo anno dal 7% programmatico rispetto al 5,7% tendenziale liberando risorse per la prossima manovra di bilancio. Il debito, invece, volerà fino al 158% per poi iniziare a declinare. Come? Spingendo sulla leva della crescita. È questo il quadro macro economico che approva al Consiglio dei Ministri per un lunedì di fuoco che servirà a mettere i tasselli sui quali costruire i prossimi provvedimenti economici per imprese e famiglie italiane. Già, perché prima della riunione in notturna del governo è prevista in giornata il voto con le indicazioni sulle linee guida della Commissione Bilancio della Camera.

È il primo voto del parlamento di quello che tutti vogliono sia un confronto costruttivo tra Camere ed esecutivo. È poi previsto un Eurogruppo, che viste le frizioni europee che riguardano proprio l'utilizzo dei fondi e il bilancio di Bruxelles, potrebbe servire per fare ulteriori step di avanzamento. Il quadro che viene fissato è quello sul quale il governo realizzerà la manovra da 40 miliardi, utilizzando in parte un'ulteriore allentamento del deficit, che portato da 5,7 al 7% libererà 22-23 miliardi. Serviranno per l'assegno unico per i figli a carico, il progetto che di fatto è una delle tessere del pazzle della riforma fiscale che il governo vuole realizzare entro la fine dell'anno ma sulla quale non c'è ancora un'intesa: il ministro dell'Economia vorrebbe una curva Irpef alla tedesca, senza aliquote, ma con un prelievo progressivo calcolato da un algoritmo. Ma M5s e Iv vorrebbero invece modificare le aliquote attuali, rimodulandole e riducendole nel numero. Difficile che prima del varo della manovra possano arrivare altri interventi, come ad esempio una proroga della moratoria sulle cartelle esattoriali, che ricominceranno ad essere inviate dal 15 ottobre. Un tema sul quale insistono le opposizioni. «La mancata proroga è una stangata», afferma la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini. Mentre la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini stigmatizza il ritardo nel varo delle nuove stime che sarebbero dovute arrivare entro il 30 settembre. «Di questo passo sarà praticamente impossibile che l'Italia fornisca alla Commissione Ue il 15 ottobre un Documento programmatico di bilancio e che la legge di bilancio sia trasmessa alle Camere il prossimo 20 ottobre», afferma. Ma l'altra partita importante è quella del Recovery Fund.

«Stiamo elaborando un piano nazionale per un Paese rigenerato», ha detto il premier Giuseppe Conte parlando ad Assisi. Un ragionamento su cui sono tutti d'accordo. «Le risorse vanno usate al meglio - afferma il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco - per trasformare il contesto economico, accelerando la transizione digitale e ambientale». Ma anche - aggiunge - investendo nella banda larga, nella ricerca e sviluppo («la bassa spesa è un problema cronico») e nell'istruzione («che ha investimenti insufficienti non solo quantitativamente»). Su questi temi si muove anche il Parlamento che sul Piano di Resilienza e Sviluppo chiede al governo di sfrondare i molti progetti, facendo scelte chiare e prevedendo incentivi il più possibili 'automaticì in grado di evitare lungaggini. Le direzioni su cui intervenire passano - spiega il documento messo a punto - attraverso una Pa più efficiente e su una riduzione del gap Nord-Sud, ma anche su una forte attenzione al mondo del lavoro, riducendo il cuneo fiscale così come consentito dall'Ue. Il tutto mantenendo l'equilibrio dei conti pubblici. Le risorse ci sono, l'Ue spinge per utilizzarle al meglio e forse questa volta è possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA