Dossier Crédit Agricole: "Prezzo del barile fra i 60 e i 70 dollari nel 2021"

Il consumo di petrolio, osservano gli analisti del Crédit Agricole, «dovrebbe progressivamente aumentare in conseguenze dell'accelerazione delle compagne di vaccinazioni».

Il prezzo del barile dovrebbe mantenersi sotto i 70 dollari fino a giugno 2022

Milano - Il prezzo del petrolio dovrebbe mantenersi intorno ai 60-70 dollari al barile nel 2021 e nel primo semestre del 2022. A sostenerlo è un report del Crédit Agricole. Il prezzo del brent è fortemente aumentato nei mesi di gennaio e febbraio passando da 50 dollari al barile a dicembre scorso a 62 dollari al barile a febbraio. In un quadro di prezzi moderato e un contesto di mercato incerto gli analisti della banca transalpina punta su un prezzo del petrolio «a 62 dollari in media per il 2021 e a 67 dollari in media nel 2022». «Nonostante il rimbalzo avvenuto dopo il primo lockdown della primavera del 2020 - sottolineano gli analisti della banca francese - la crescita della domanda di petrolio non ha registrato un'accelerazione tra dicembre e febbraio. Come è successo negli Stati Uniti, gli spostamenti tra domicilio e posto di lavoro in numerosi paesi dell'Ocse restano al di sotto del livello pre pandemia». Mentre la forte ripresa del traffico marittimo ha rilanciato il consumo dei carburanti marittimi, rilevano gli analisti, il traffico aereo resta molto rallentato dai limiti e dalla restrizioni dello spostamento dei passeggeri. Il numero dei voli commerciali e il consumo dei carburanti per gli aerei sono tuttora inferiori ai livelli pre pandemia. Il forte aumento del prezzo del greggio in questi ultimi mesi, rilevano, «è essenzialmente legato all'ottimo rispetto delle quote decise nell'ambito dell'Opec + e alla riduzione della produzione di 1 milione di barile al giorno da parte dell'Arabia Saudita a febbraio, marzo e aprile».

Il consumo di petrolio, osservano gli analisti del Crédit Agricole, «dovrebbe progressivamente aumentare in conseguenze dell'accelerazione delle compagne di vaccinazioni». Tuttavia, rileva, «la domanda di petrolio potrebbe non superare il suo livello preci crisi - 100 mln di barili al giorno nell'ultimo trimestre del 2019 - prima della fine del 2022». In alcuni paesi dell'area dell'Ocse, rilevano gli analisti del Crédit Agricole, «è anche possibile che la domanda di petrolio abbia già raggiunto il suo picco con lo sviluppo del smart working, la distruzione di posti di lavoro rispetto al periodo pre covid e con lo sviluppo della mobilità elettrica. L'Asia e i paesi emergenti saranno quindi i principali motori di crescita della domanda in prodotti petroliferi». Per gli analisti della banca francese «la domanda in petrolio resta incerta e sarà legata all'evoluzione della pandemia. L'equilibrio del mercato petrolifero dipenderà anche dalla capacità dell'Opec+ ad adattare la sua produzione all'evoluzione della domanda. L'Arabia Saudita, capofila del gruppo, dovrà assicurare la coesione e una condivisione equa deli sforzi della riduzione della produzione. Il mantenimento di questa unità e in particolare l'adesione della Russia alla politica dell'Opec + comporta un prezzo che pagherà probabilmente l'Arabia Saudita che sarà costretta a supportare l'essenziale degli sforzi di riduzione».

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