Si accende lo scontro su Cuba. “Gli Usa tentano di distruggerci”, Biden: “Il comunismo è fallito”

Biden fin dal suo primo giorno alla Casa Bianca ha messo al centro della sua agenda di politica estera la questione dei diritti umani, che si parli di Cina, di Russia o di Arabia Saudita, e su questa base chiede al governo cubano, "comunista autoritario, che la smetta di reprimere il suo popolo che merita la libertà".

La manifestazione a Napoli della comunita' cubana scesa in piazza per chiedere di fermare le violenze del Governo sudamericano

Washington – Tra la Casa Bianca e il Palazzo della Rivoluzione di L'Avana volano parole pesanti, accuse che riportano indietro di oltre 50 anni le lancette dell'orologio, all'apice della Guerra Fredda. "Il comunismo è fallito e Cuba è uno Stato fallito", ha attaccato Joe Biden, cavalcando l'ondata di proteste senza precedenti nell'isola. La replica di Miguel Diaz-Canel, l'uomo succeduto a Raul Castro alla presidenza del regime cubano, non si è fatta attendere: "Gli Stati Uniti volevano distruggere Cuba, ma non ci sono riusciti, nonostante abbiano speso miliardi di dollari par farlo". La tensione si taglia con il coltello e allontana per ora ogni prospettiva di disgelo.

Biden fin dal suo primo giorno alla Casa Bianca ha messo al centro della sua agenda di politica estera la questione dei diritti umani, che si parli di Cina, di Russia o di Arabia Saudita, e su questa base chiede al governo cubano, "comunista autoritario, che la smetta di reprimere il suo popolo che merita la libertà". Il presidente americano, durante la conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha anche affermato che la sua amministrazione farà di tutto per tentare di ripristinare la rete internet nell'isola caraibica, forzando il blocco del regime che ha silenziato gran parte di quei social dal cui tam tam è nata la protesta. Biden ha anche annunciato l'invio di una quantità importante di vaccini per combattere la diffusione del Covid che sta mettendo in ginocchio l'isola, assicurandosi che a gestire la distribuzione sia un'organizzazione internazionale in grado di garantire l'accesso a tutti i cittadini cubani.

"Se il presidente americano ha davvero a cuore il popolo cubano e una preoccupazione di tipo umanitario potrebbe eliminare un embargo economico e finanziario che dura dal 1962, e come primo passo cominciare a revocare le ulteriori 243 misure restrittive introdotte dal suo predecessore Donald Trump, di cui più di 50 imposte crudelmente durante la pandemia", la risposta di Diaz-Canel. Una richiesta questa avanzata a gran voce da molti altri Paesi, a partire dalla maggior parte degli stati dell'America Latina. Intanto le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per "l'uso eccessivo della forza" da parte delle forze dell'ordine cubane impegnate a reprimere la protesta, lanciando l'ennesimo appello per la liberazione di "tutti coloro che sono stati arrestati per aver esercitato i loro diritti". Per l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, le notizie che arrivano da Cuba non lasciano ben sperare. "E' importante che ci sia un'indagine indipendente, trasparente ed efficace e che i responsabili siano processati", ha detto poi Bachelet a proposito del dimostrante rimasto ucciso alla periferia di L'Avana durante una delle manifestazioni di questi giorni.

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