Il settore manifatturiero italiano frena ma resta a livelli (quasi) record

A luglio raggiunto il valore più basso da marzo di 60,3, in discesa da 62,2 di giugno. L'ultimo Pmi è stato però il quarto maggiore mai riportato e ha mostrato un rapido miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero

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Roma – Secondo gli ultimi dati Pmi, il settore manifatturiero italiano ha osservato a luglio l'ennesimo e rapido miglioramento delle condizioni. La crescita è rimasta vicina al livello record, anche se lo slancio è diminuito leggermente e ha raggiunto il livello più lento da febbraio per via delle pressioni sulla capacità e delle interruzioni sulla fornitura che hanno ostacolato la prestazione del settore.

L'Indice destagionalizzato Pmi (Purchasing Managers Index) Ihs Markit del settore manifatturiero italiano - che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero - a luglio ha raggiunto il valore più basso da marzo di 60,3, in discesa da 62,2 di giugno. L'ultimo Pmi è stato però il quarto maggiore mai riportato e ha mostrato un rapido miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero. I forti tassi di crescita della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini rimangono le ragioni principali della crescita generale di luglio. La produzione è aumentata per il quattordicesimo mese consecutivo con l'ultima espansione che sebbene sia stata la più lenta in cinque mesi, è stata elevata. Secondo le aziende campione, l'allentamento delle misure anti Covid-19 e la riapertura di alcuni settori dell'economia hanno incoraggiato la domanda. 

Rallenta invece l'indice Pmi manifatturiero francese a luglio. L'indicatore calcolato da Ihs Markit si e' attestato a 58 punti dai 59 punti di giugno. Sebbene il dato continui a segnalare una forte espansione del settore, si tratta del risultato peggiore da febbraio, il secondo consecutivo in frenata.

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