Green pass, Bonomi chiede rigore. Le grandi aziende sono pronte / FOCUS

Chi non si sbilancia sono i gruppi finanziari, che hanno ancora tanti dipendenti in smart working. Solo Nexi conferma che introdurrà i controlli e non si attende problemi per il 15 ottobre

Milano - Le aziende, grandi e medie, sono pronte. Una volta si timbrava il cartellino, post Covid si mostra il Qr Code sul telefonino. "L'obbligo che entra in vigore nei prossimi giorni va rispettato in maniera rigorosa. Nessuna impresa può venire meno ai doveri fissati per legge di verifica del Green Pass", è la linea dura del presidente degli industriali Carlo Bonomi. "Sappiamo da un mese dell'introduzione dell'obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro. Dal 15 ottobre non accettiamo più rinvii, obiezioni o aggiramenti. Non siamo disposti a dialogare", aggiunge.

Qualcuno in realtà sta ancora lavorando alla preparazione dei documenti e al set up di procedure e strumenti ma tra domani e mercoledì arriveranno le comunicazioni ai dipendenti sulle modalità operative del controllo e, a un primo sondaggio, pare che tutti si faranno trovare pronti. Alcune aziende hanno addirittura anticipato il provvedimento come alla Brunello Cucinelli, dove nulla è cambiato dalla decisione di luglio. Si entra in azienda solo con green pass già da questa estate, per gli altri 6 mesi (da allora) di aspettativa pagata. Qualcuno prevede di installare lettori automatici o totem che scannerizzano il Qr code e validano la certificazione altri li integreranno con i sistemi di controllo accessi e rilevazione presenze. La via più semplice e più diffusa è quella di dotare di uno smartphone il personale delle portinerie con la app del ministero. VerificaC19 consente la verifica della validità delle Certificazioni verdi Covid-19 e degli EU Digital Covid Certificate attraverso la lettura del codice del certificato e non prevede la memorizzazione o la comunicazione a terzi delle informazioni scansionate". Le fabbriche devono essere luoghi non solo di lavoro e reddito, ma di sicurezza per la comunità. Chi non rispetta l'obbligo, si mette fuori da patto di coesione sociale nazionale", ha continuato Bonomi e in generale i gruppi industriali si sono organizzati per tempo: in Brembo sono pronti, i controlli saranno fatti all'ingresso con l'app del ministero e si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli operativi.

Alla Piaggio i Green pass saranno controllati sia manualmente da addetti specializzati, sia tramite tornelli con lettori automatici, già dal 15 ottobre, nei poli produttivi e chi è sprovvisto di green pass deve comunicarlo per permettere all'azienda di organizzare i turni. Tra i grandi gruppi editoriali il Green pass è già molto diffuso, ai giornalisti è infatti richiesto per partecipare alla maggior parte degli eventi in presenza. Mediaset, che già sottopone i suoi dipendenti al tampone ogni settimana e si è già attrezzata per controllare il pass a chi usufruisce della mensa, è prevedibile che delegherà al servizio di guardiania che già verifica il badge e prende la temperatura ogni giorno all'ingresso. Tra le società di servizi Tim, che a ottobre aveva riaperto gradualmente tutte le sedi aziendali consentendo il rientro su base volontaria, un giorno a settimana o una settimana al mese, a partire da venerdì userà un sistema di verifica a campione dei certificati verdi a cura di personale dedicato. Il gruppo si è dovuto organizzare anche per controllare i tanti tecnici che lavorano al di fuori delle sedi aziendali, e ha introdotto un sistema di verifica digitale a distanza.

Chi non si sbilancia sono i gruppi finanziari, che hanno ancora tanti dipendenti in smart working. Solo Nexi conferma che introdurrà i controlli, e non si attende problemi per il 15 ottobre e Borsa Italiana, circa 700 i suoi dipendenti e per loro, divisi nelle tre sedi di Milano, Roma e Isernia il Green pass andrà mostrato all'ingresso alla reception. Esempi di una nuova normalità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA