Monte dei Paschi, frenano i colloqui Mef-Unicredit. Crollano i bond in Borsa

Il Monte deve poi affrontare la denuncia per il comportamento antisindacale che è stata depositata dai sindacati al tribunale di Siena. Nel mirino di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin è finita la chiusura di filiali

Una filiale del Monte dei Paschi di Siena

di dsdfsdfsdf

Milano - La partita Mps-Unicredit non è ancora ai titoli di coda, anzi i colloqui tra il Tesoro e il gruppo guidato da Andrea Orcel sarebbero nell'impasse, secondo quanto raccolto dal Financial Times. Il nodo, e la distanza che ne consegue, è su quanto capitale il Governo dovrebbe iniettare nel Monte. Indiscrezioni degli ultimi giorni orientano l'aumento verso una forchetta compresa tra i 5 e i 7 miliardi di euro, cifre ben più ampie rispetto ai 2,5-3 miliardi che circolavano qualche me fa.

"Più grande sarà la dimensione dell'aumento, meglio sarà per gli azionisti di Unicredit in quanto si tradurrebbe in una maggiore copertura dei rischio e dei futuri costi di ristrutturazione", commentano gli analisti di Exane Bnp. Mentre non trovano riscontro i rumors di stampa emersi nel fine settimana di una negoziazione del Mef con Bruxelles per una proroga a fino a giugno 2022 del termine per la cessione di Siena, né che verrebbero protratti, anche in questo caso di sei mesi, gli incentivi fiscali alle fusioni bancarie. Secondo quanto emergerebbe ci sarebbe tutta l'intenzione di chiudere su Mps entro l'anno. E' noto che Orcel intenda arrivare ad un punto di caduta per la fine di questo mese. L'attesa è al cda del 27 ottobre che licenzierà anche la trimestrale. D'altro canto le pre-condizioni di fine luglio siglate da entrambi le parti sono chiare. La richiesta di Unicredit è di prendere Mps, oltre che a impatto zero sul capitale, ripulita dai rischi legali, senza npl (da cedere ad Amco), senza le società prodotto (Mps leasing & Factoring, Mps fiduciaria, Mps Capital services).

"I negoziati dovevano durare fino a settembre, quindi ora siamo davvero a corto di tempo", sottolinea all'Ft una fonte a conoscenza del dossier ricordando che il mercato si aspetta "un aggiornamento della strategia" da parte di Unicredit e non si può "rimandare ulteriormente". Il nuovo piano industriale che in alcuni contorni sembra già definito, è infatti atteso entro novembre. Nel frattempo l'incertezza sui destini di Mps pesa sui suoi bond subordinati che lasciano sul terreno a Piazza Affari tra gli 11 e i 12 punti percentuali. Il Monte deve poi affrontare la denuncia per il comportamento antisindacale che è stata depositata dai sindacati al tribunale di Siena. Nel mirino di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin è finita la chiusura di filiali, oltre al riassetto del corporate e il distacco di 300 dipendenti con un "contratto di rete”.

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