Dazi, la Corea del Sud è esentata. Gli Usa trattano con Pechino

New York - La Corea del Sud è il primo partner commerciale degli Stati Uniti a uscire dal groviglio dei dazi sull’acciaio.

New York - La Corea del Sud è il primo partner commerciale degli Stati Uniti a uscire dal groviglio dei dazi sull’acciaio annunciati da Donald Trump e operativi da venerdì, strappando l’esenzione permanente all’aliquota del 25% in cambio di una maggiore apertura all’import di auto americane. Gli sviluppi hanno risolto un’incertezza nei mercati scossi «dalle azioni commerciali Usa contro la Cina», ha commentato il ministero del Commercio Kim Hyun-chong sulla svolta aiutata dal negoziato di revisione dell’accordo di libero scambio (Korus) su cui c’è stata l’intesa «di principio» su alcuni punti chiave.

Se a Seul è tornato l’ottimismo malgrado l’introduzione di quote decise dagli Usa per 2,68 milioni di tonnellate annue di acciaio (il 70% della media 2015-2017), a Pechino dalla tre giorni del China Development Forum sono emersi i segnali che «il dialogo va avanti» tra Usa e Cina, ha detto all’Ansa Zhu Min, ex numero due del Fmi. Il tema ufficiale dell’iniziativa («la Cina nella nuova era», nelle nuove linee strategiche del presidente di Xi Jinping) ha ceduto il passo ai venti di guerra commerciale che, ha messo in guardia l’ex direttore generale del Wto Pascal Lamy, «sono un gioco a somma negativa, come dimostra la storia». Al Forum, che ha messo insieme leader di imprese e funzionari economici cinesi per un confronto a tutto tondo, «ci sono molti negoziatori», ha riferito Lorenzo Bini Smaghi, ex componente del board della Bce e attuale presidente di Societe Generale, unico italiano alla Diaoyutai State Guesthouse, il luogo degli eventi.

«C’è una lista dettagliata di misure che hanno annunciato (gli Usa, ndr), ma si vedrà - ha aggiunto - quante alla fine saranno effettivamente prese perché sappiamo bene che danneggiano non solo gli alleati, ma anche le aziende americane. Però, gli americani ritengono siano legittime di fronte al fatto che soprattutto per quello che riguarda il trasferimento di tecnologia e di mancanza di reciprocità». Dati peso e dimensione crescente, la Cina ha impatti rilevanti sull’economia mondiale e «correzioni e aggiustamenti» sono richiesti, ha detto l’ex segretario al Tesoro Usa Lawrence Summers. Cina e Usa, intanto, hanno «silenziosamente» iniziato il negoziato per migliorare l’accesso delle compagnie americane ai mercati cinesi, dopo una settimana di toni aspri, ha riportato il Wall Street Journal. Capo negoziatore di Pechino è Liu He, lo «zar» per l’economia nel secondo mandato presidenziale di Xi Jinping, e, per la parte Usa, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il Rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer.
Questi ultimi, in una lettera inviata a Liu pochi giorni fa, hanno individuato le richieste per ridurre il deficit commerciale che includono il taglio dei dazi all’import di auto americane, maggiori acquisti di microchip Usa e un più ampio accesso ai mercati finanziari cinesi per le compagnie di Washington per un piano strutturale stimato in 100 miliardi di dollari. Il premier Li Keqiang, incontrando i top manager del Forum, ha detto che Cina e Usa dovrebbero mantenere i negoziati ribadendo il proposito di allentare l’accesso alle società americane. Xi, al Forum Boao (8-11 aprile), annuncerà altre misure di riforme e apertura dei mercati, nel 40/mo anniversario della svolta di Deng Xiaoping e che potrebbero essere percepite, malgrado già programmate, come frutto del pressing Usa

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