Ilva, dai sindacati no alla proposta di Calenda

Roma - I sindacati hanno bocciato la proposta fatta dal governo sulla vertenza Ilva.Lo hanno annunciato i segretari generali di Fim, Uilm e Fiom uscendo dal tavolo. «Testo non condivisibile», ha detto Palombella. «Gli esuberi restano», ha detto Bentivogli e «Mittal non si è mossa di un millimetro», ha detto Re David

Roma - I sindacati hanno bocciato la proposta fatta dal governo sulla vertenza Ilva. Lo hanno annunciato i segretari generali di Fim, Uilm e Fiom uscendo dal tavolo. «Testo non condivisibile», ha detto Palombella. «Gli esuberi restano», ha detto Bentivogli e «Mittal non si è mossa di un millimetro», ha detto Re David. Secondo quanto riferiscono i sindacati a sospendere il tavolo sarebbe stato il ministro Calenda perché secondo alcuni «non legittimato a trattare».

Tutti i sindacati, comunque, sperano in una ripresa della trattativa. «Per noi è importante andare avanti», ha detto il segretario generale della Uilm Rocco Palombella «ma non si può trattare con i diktat. Affidiamo alla responsabilità del governo, che per noi è ancora un valido interlocutore, di riconvocare ancora il tavolo». «Nella proposta non ci sono cambiamenti da parte di Mittal - ha detto Re David - il problema è che tutto il negoziato è condizionato dal contratto di affitto. La trattativa è bloccata da questo contratto». Il segretario generale della Fiom ha anche sottolineato che «Mittal non ha bisogno di un accordo sindacale per acquisire l’Ilva, l’accordo è solo vincolante per averla alle condizioni imposte dalla società. Noi non potremmo mai firmare un accordo che poi ci viene bocciato dai lavoratori».

«IL DOSSIER PASSA AL NUOVO GOVERNO»

«Il governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l’occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche». Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dopo l’interruzione del tavolo sull’Ilva. «A questo punto - ha detto il ministro Calenda - il dossier passa a nuovo governo».

Le ragioni della proposta del governo, spiega Calenda in una nota, «risiedono nella necessità di concludere rapidamente l’accordo sindacale onde evitare due rischi rilevanti: innanzitutto «l’esaurimento della cassa di Ilva previsto per il mese di luglio», in secondo luogo, «la rinuncia di Mittal alla condivisione dell’accordo sindacale che consentirebbe all’Ilva di Taranto di procedere direttamente alle assunzioni superando la necessità dell’accordo. I sindacati - prosegue Calenda - hanno deciso di non aderire alle linee guida dell’accordo proposto. Il governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l’occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche (fino ad oggi il governo ha finanziato Ilva in Amministrazione straordinaria con circa 900 milioni di euro). Si ricorda - afferma ancora il Ministro in una nota - che l’offerta di Mittal prevede investimenti per 2,4 miliardi a cui si aggiungono 1,8 miliardi di prezzo che servono anche a rimborsare lo Stato e l’indotto» cioè le numerose aziende creditrici dell’Ilva ammesse allo stato passivo dal tribunale fallimentare di Milano.

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