ArcelorMittal e quegli otto milioni dovuti alla società dei ticket / IL CASO

Taranto - Alliance Green Services (Ags), azienda appaltatrice di ArcelorMittal per la pulizia industriale degli impianti siderurgici, ha messo stamattina in pagamento ai propri 170 dipendenti lo stipendio di luglio. Ags ha ricevuto dal committente il primo dei due bonifici relativi al lavoro svolto e fatturato. Nonostante questo, tra le tante imprese fornitrici dell’acciaieria di Taranto la situazione resta molto critica

Taranto - Alliance Green Services (Ags), azienda appaltatrice di ArcelorMittal per la pulizia industriale degli impianti siderurgici, ha messo stamattina in pagamento ai propri 170 dipendenti lo stipendio di luglio. Ags ha ricevuto dal committente il primo dei due bonifici relativi al lavoro svolto e fatturato. Nonostante questo, tra le tante imprese fornitrici dell’acciaieria di Taranto la situazione resta molto critica. Tutte infatti attendono soldi da ArcelorMittal per le fatture scadute e non pagate. Oggi è emerso anche il caso dell’azienda Pellegrini, che tra fornitura derrate alimentari, gestione delle mense e pulizie civili degli uffici e degli spogliatoi della fabbrica, ha un credito - risulta all’Agi - più di otto milioni di euro.

Pellegrini segnala inoltre nei mesi del coronavirus una perdita di fatturato con ArcelorMittal di circa 400 mila euro e circa 20 mila pasti non serviti tra persone che non sono state al lavoro, perchè in cassa integrazione o in smart working, e per le nuove regole in materia di prevenzione.  «Alliance Green Services - riferisce Antonio Arcadio, della Fisascat Cisl Puglia - ha ultimato questa mattina i bonifici al personale. Questo vuol dire che da domani, massimo venerdì, i lavotatori vedranno lo stipendio accreditato sul proprio conto. ArcelorMittal ha accreditato ad Ags il primo dei due bonifici previsti e questo ha permesso di saldare gli stipendi». Venerdì scorso Ags, joint venture con la stessa ArcelorMittal, aveva comunicato ai sindacati che dalle 23 avrebbe interrotto tutte le attività in fabbrica, escluse le essenziali, messo in ferie forzate il personale ed atteso gli eventi. Ags vantava un credito di circa tre milioni verso ArcelorMittal.

I sindacati avevano anche indetto un presidio di protesta davanti alla portineria imprese per lunedì mattina dalle 07.00, quando poi domenica sera è giunta per la stessa mattinata di lunedì la convocazione di Ags. E lunedì ArcelorMittal si è fatta viva dichiarando che avrebbe provveduto a stretto giro a regolarizzare gran parte dello scaduto di Ags. Questo ha permesso di normalizzare pian piano la situazione sino allo sblocco degli stipendi avvenuto oggi: «Adesso Ags sta valutando come organizzare la ripartenza delle attività che aveva sospeso» afferma Luigi Spinzi, di Fisascat Cisl Taranto. Ags opera in acciaieria, agglomerazione e attuazione di alcuni interventi legati all'Autortizzazione integrata ambientale.

Col fermo delle attività, aveva tenuto in servizio solo una ventina di addetti su 170. L’azienda, che è a Taranto dall’autunno scorso e ha assorbito attività e personale delle imprese locali che non lavorano più col siderurgico, ha detto lunedì ai sindacati di lavorare anche nei siti europei di ArcelorMittal con un buon fatturato, ma di avere solo con ArcelorMittal Italia problemi a farsi pagare. Pellegrini, con circa 350 dipendenti, di cui 220 solo nelle pulizie civili, è un’altra grossa azienda dell’indotto-appalto. Oltre alle pulizie, approvvigiona di derrate alimentari il siderurgico, gestisce le mense interne e provvede a veicolare i cestini pasto anche sugli impianti (gli operai prenotano il servizio al momento dell’ingtesso in fabbrica). «È un servizio particolare quelle delle mense, soprattutto in una realtà come l’ex Ilva - dichiara Arcadio-. Pellegrini sinora sta pagando il personale perchè è realtà grande è strutturata, ma sino a quando potrà reggere questa situazione di mancato incasso a Taranto? Anche perchè le cifre in gioco non sono irrisorie. Per Pellegrini - aggiunge Arcadio - auspichiamo che la committente ArcelorMittal recuperi, saldando gli arretrati, e condivida percorsi con l’azienda e il sindacato per recuperare quanto perso in numeri di pasti e di ore non lavorate dai lavoratori».

Ma è tutto l’indotto appalto di Taranto che da tempo è in forte sofferenza perchè ArcelorMittal non paga. Confindustria Taranto solo per le aziende associate parla di uno scaduto fatture di 38 milioni di euro. Ora si attende che tra il 18 e il 20 agosto di faccia sui pagamenti la riunione in programma lunedì scorso e poi saltata. Avrebbero dovuto parteciparvi i sottosegretari Mario Turco (presidenza del Consiglio), Alessandra Todde (ministero dello Sviluppo economico), Prefettura, Camera di Commercio e Confindustria. Da parte dei sottosegretari si punta a confrontarsi con l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, che lunedì non c’era ritenendo altre interlocuzioni poco produttive vista la gravità della situazione denunciata dalle imprese. Mentre da fonti ArcelorMittal si ribadisce che l’azienda lunedì scorso era già disponibile al confronto avendo delegato il direttore delle risorse umane, Arturo Ferrucci, e alcuni avvocati.

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